Morte di Attico

Hac oratione habita cum quidem Agrippa eum flens atque osculans oraret atque obsecraret, ne id, quod natura cogeret, ipse quoque sibi acceleraret, et quoniam tum quoque posset temporibus superesse, se sibi suisque reservaret, preces eius taciturna sua obstinatione depressit.

Sic cum biduum cibo se abstinuisset subito febris decessit leviorque morbus esse coepit.

Tamen propositum nihilo setius peregit. Itaque die quinto postquam id consilium inierat.

Cn. Domitio C. Sosio consulibus decessit. Elatus est in lecticula, ut ipse praescripserat, sine ulla pompa funeris, comitantibus omnibus bonis, maxima vulgi frequentia. Sepultus est iuxta viam Appiam ad quintum lapidem in monumento Q. Caecilii, avunculi sui.

Pronunciata quest’orazione in verità Agrippa piangendo e baciandolo pregava e scongiurava, che egli stesso non affrettasse anche per sé ciò, che la natura imponeva, e dato che allora poteva resistere anche alle circostanze, (pregò e scongiurò) che si mantenesse in vita per sé e per i suoi, declinò con la propria taciturna ostinazione le preghiere di costui.

Così essendosi astenuto dal cibo per due giorni la febbre cessò repentinamente e la malattia cominciò ad essere più lieve.

Nonostante ciò il proposito si realizzò non di meno. Pertanto (si compì) nel quinto giorno dopo che era subentrata tale decisione.

Morì sotto i consoli Cn. Domizio e C. Sosio. Fu trasportato sulla lettiga, come egli stesso aveva prescritto, senza alcun corteo funebre, con tutti gli onesti che lo accompagnavano, con la massima affluenza del volgo. Venne sepolto nei pressi della via Appia sulla quinta pietra nella tomba di suo zio, Q. Cecilio. (by Maria D.)

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