Quomodo Cornelius Nepos De Hannibalis morte scripserit (Versione latino Nepote)

Quomodo Cornelius Nepos de Hannibalis morte scripserit
Autore: Cornelio Nepote

Cum legati romanorum in castellum venissent ac multitudine domum eius circumdedissent, puer ab ianua prospiciens hannibali dixit plures praeter consuetudinem armatos apparere.

Qui imperavit ei, ut omnes fores aedificii pervestigarentur ac propere sibi nuntiaret num eodem modo undique obsideretur.

Puer cum celeriter, quid esset, renuntiasset omnesque exitus occupatos ostendisset, sensit id non fortuito occidisse, sed hostes se petere neque sibi diutius vitam esse retinendam.

Quam ne alieno arbitrio dimitteret, memor pristinarum virtutum venenum, quod semper secum habere consuerat, sumpsit.

Qua giunsero gli inviati dei Romani e circondarono con gran moltitudine d'uomini la sua casa; un servo che osservava da una porta disse ad Annibale che si vedeva più gente del solito ed armata.

Egli allora gli ordinò di fare il giro di tutte le porte dell'edificio e di riferirgli prontamente se fosse assediato alla stessa maniera da tutte le parti.

Avendogli il servo prontamente riferito che cosa avveniva e mostrato che tutte le uscite erano bloccate, capì che questo non era avvenuto per caso ma che si cercava proprio lui e che per lui era giunta ormai l'ora di morire.

E per non lasciare la sua vita all'arbitrio di altri, memore delle antiche virtù, prese il veleno che era solito portare sempre con sé.

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