Alessandro scende per nave verso l'Oceano - VERSIONE Curzio Rufo

Nuovo comprendere e tradurre numero 279 pagina 234

Alexander erigi duodecim aras ex quadrato saxo, monumentum expeditionis suae; munimenta quoque castrorum iussit extendi cubiliaque amplioris formae quam pro corporum habitu relinqui, ut speciem omnium augeret, posteritati fallax miraculum praeparans.

Hinc repetens quae emensus erat, ad flumen Acesinen locat castra. Ibi forte Coenus morbo extinctus est: cuius morte ingemuit quidem rex; adiecit tamen propter paucos dies longam orationem eum exorsum, tamquam solus Macedoniam visurus esset. Iam in aqua classis, quam aedificari iusserat, stabat.

Inter haec Memnon ex Thracia in supplementum equitum V milia, praeter eos ab Harpalo peditum VII milia adduxerat; armaque XXV milibus auro et argento caelata pertulerat; quis distributis vetera cremari iussit. Mille navigiis aditurus Oceanum discordesque et vetera odia retractantes Porum et Taxilen, Indiae reges, firmatae per adfinitatem gratiae reliquit in suis regnis, summo in aedificanda classe amborum studio usus.

Oppida quoque duo condidit, quorum alterum Nicaeam appellavit, alterum Bucephalam, equi, quem amiserat, memoriae ac nomini dedicans urbem. Elephantis deinde et inpedimentis terra sequi iussi, secundo amne defluxit quadraginta ferme stadia singulis diebus procedens, ut opportunis locis exponi subinde copiae possent.

Traduzione

Alessandro ordinò che si costruissero 12 altari di pietre squadrate testimonianza della sua spedizione che fossero ampliate le fortificazioni dell’accampamento e che si lasciassero letti di dimensioni maggiori rispetto alla figura dei corpi, per accrescere l’apparenza di ogni cosa allestendo per i posteri un prodigio ingannevole.

Dirigendosi di nuovo da qui verso le terre che aveva percorso pose l’accampamento presso il fiume Acesine. Qui il caso volle che Ceno morisse a causa di una malattia i re certamente si addolorò per la sua morte. Tuttavia aggiunse che per pochi giorni egli aveva proferito un lungo discorso come se lui solo avesse dovuto rivedere la macedonia.

La flotta che egli aveva fatto allestire si trovava già in acqua. Frattanto Memnone aveva condotto in aituo dalla tracia cavalieri e oltre loro 7000 fanti da parte di Ampalo ed aveva recato armi cesellate d’oro e d’argento per 25. 000 soldati dopo averle distribuite fece fondere le vecchie e accingendosi a prendere il mare con 1. 000 navi lasciò nei loro regni i re dell’India Poro e Tassile, prima in disaccordo e rinfacciantisi vecchi rancori, ora in amicizia consolidata attraverso un vincolo di parentela e del cui grande aiuto si era servito nella costruzione della flotta.

Fondò anche 2 ittà una delle quali chiamò Nicea e l’altra Bucefala dedicando la città al ricordo e al nome del cavallo che aveva perso. Quindi dopo aver ordinato che gli elefanti e le salmerie lo seguissero via terra navigando seguendo la corrente del fiume percorse quasi 40 stadi al giorno in modo che le truppe potessero sbarcare di tanto in tanto in luoghi più opportuni.

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