Alessandro uccide al primo colpo un leone enorme - VERSIONE CURZIO RUFO

Alessandro uccide al primo colpo un leone enorme versione latino Curzio Rufo libro test di latino

Barbarae opulentiae in illis locis haud ulla sunt maiora indicia quam magnis nemoribus saltibusque nobilium ferarum greges clausi.

Spatiosas ad hoc eligunt silvas crebris perennium aquarum fontibus amoenas; muris nemora cinguntur, turresque habent venantium receptacula. Quattuor continuis aetatibus intactum saltum fuisse constabat; quem Alexander cum toto exercitu ingressus agitari undique feras iussit.

Inter quas cum leo magnitudinis rarae ipsum regem invasurus incurreret, forte Lysimachus, qui postea regnavit, proximus Alexandro venabulum obicere ferae coeperat. Quo rex repulso et abire iusso, adiecit tam a semet uno quam a Lysimacho leonem interfici posse.

Lysimachus enim quondam, cum venarentur in Syria, occiderat quidem eximiae magnitudinis feram solus; sed, laevo humero usque ad ossa lacerato, ad ultimum periculi pervenerat. Id ipsum exprobrans ei, rex fortius quam locutus est fecit; nam feram non excepit modo, sed etiam uno vulnere occidit.

In quei luoghi non vi sono altre maggiori testimonianze della ricchezza dei Barbari che branchi di eccellenti animali, confinati in grandi boschi e monti selvosi.

A questo scopo essi scelgono ampie foreste, lussureggianti di frequenti sorgenti di acque perenni; i boschi vengono cintati con dei muri, e delle torri costituiscono riparo per i cacciatori. Era noto che una balza era rimasta intatta per quattro generazioni successive; entratovi con tutto l’esercito, Alessandroordinò che da ogni parte si inseguissero le belve.

Poiché tra di esse un leone di rara grandezza si avventò per assalire proprio il re, per caso Lisimaco, che in seguito ebbe il regno, aveva cominciato accanto ad Alessandro ad opporre alla belva uno spiedo da caccia. Il re, dopo averlo respinto ed avergli ordinato di allontanarsi, aggiunse che il leone poteva essere ucciso tanto da lui solo che da Lisimaco.

Infatti una volta Lisimaco, mentre erano a caccia in Siria, aveva ucciso da solo una belva di straordinarie dimensioni; ma, con il braccio sinistro lacerato fino alle ossa, si trovava in estremo pericolo. Ricordandogli questo fatto, il re agì con più coraggio di quanto parlò; infatti non solo attirò a sé la belva, ma la uccise anche con un colpo solo.

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