Cani indiani (versione latino)

Nobiles ad venandum canes in ea regione sunt; ... nam nec adfirmare sustineo, de quibus dubito, nec subducere, quae accepi.

Ci sono cani rinomati per la caccia in quella regione; si dice che smettano di abbaiare quando vedono una belva, sono particolarmente aggressivi nei confronti dei leoni.

Per mostrare ad Alessandro il (loro) vigore, ordinò che venisse liberato in un recinto un leone di straordinaria grandezza e gli fossero mandati contro quattro cani complessivamente, i quali velocemente aggredirono la belva. Allora uno di quelli che erano addetti a questi compiti, cominciò a tirare la zampa di un cane che, insieme agli altri, stava attaccato al leone e, poiché (il cane) non si staccava, cominciò ad amputargli (la zampa) con la spada.

Non (avendo) neppure così vinto I 'ostinazione (del cane), si diede a tagliare nuovamente un'altra parte (del corpo del cane) e poiché non diminuiva la presa, ripetutamente tagliava con la spada.

Quello, sebbene moribondo, manteneva i denti piantati nella ferita della belva: si tramanda alla memoria che la natura abbia ingenerato in quelle bestie una così intensa passione per la caccia. Certamente riferisco più cose di quanto io ne creda vere: infatti, non voglio affermare notizie sulle quali ho dei dubbi, ma neanche omettere cose delle quali sono venuto a conoscenza.

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