Terrore dei persiani all'annuncio dell'arrivo di Alessandro - Versione latino Curzio Rufo

Terrore dei persiani all'annuncio dell'arrivo di Alessandro versione latino traduzone dal libro COTIDIE LEGERE

Alexander corpora milites curare iussit ac deinde tertia vigilia instructos et armatos esse.

Ipse in iugum editi montis escendit, multisque collucentibus facibus, patrio more, sacrificium dìspraesedibus loci fecit. Iamque tertium, sicut praecetum erat, signum tubae miles acceperat, itineri simul paratus ac proelio; strenueque procedentes, oriente luce pervenerunt ad angustias, quas occupare decreverant. Dareum triginta inde stadia abesse praemissi indicabant.

Tunc consistere agmen iubet armisque ipse sumptis aciem ordinat. Dereo adventum hostium pavidi agrestes nuntiaverunt, vix credenti occurrere etiam eos quos ut fugientes sequebatur. Ergo non mediocris omnium animos formido ( quippe itineri quam proelio aptiores erant) incesserat raptimque arma capiebant.

Sed ipsa festinatio discurrentium, suosque ad arma vocantium, maiorem metum incussit. Alii in iugum montis evaserant, ut hostium agmen inde prospicerent; equos plerique frenabant. Discors exercitus, nec ad unum intentus imperium, vario tumultu cuncta turbaverat

Alessandro ordinò ai soldati di curare i corpi (che i soldati curassero i corpi) e poi al terzo turno di vigilanza (ordinò) che fossero schierati e armati.

Lui (Alessandro) salì sulla cima di un monte alto, e alla luce di molte fiaccole, sacrificò alle divinità protettrici del luogo, secondo l'uso patrio. E ormai, come era stato ordinato, i soldati avevano ricevuto il terzo squillo con la tromba, preparati paritempo tempo al viaggio e alla battaglia, e procedendo rapidamente, arrivarono al'alba ai luoghi in strettoria, che avevano stabilito di occupare. Gli osservatori inviati avanti indicavano che Dario distava 30 stadi.

Al che, ordina di arrestare la colonna e, di tirar fuori egli stesso le armi, dà il segnale d'attacco. Gli abitanti del luogo, impauriti, informarono dell'avanzata nemica Dario - il quale a malapena era disposto a credere addirittura che avanzassero coloro i quali egli nseguiva come fuggitivi.

E dunque il o si era insinuato negli animi di tutti - del resto, erano più adatti a marciare che a guerreggiare - e prendevano in fretta e furia le armi. Ma la precipitazione stessa di coloro che correvano qua e là a spronare i propri alle armi, finì con l'accrescere il o. Alcuni si erano appostati sull'altura del monte, per scorgere da lì l'esercito nemico la maggior parte imbrigliava i cavalli. un esercito sparpagliato né disposto ad un unico comando, aveva prodotto il generale scompiglio.

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