Guerra contro la Siria - Versone latino Eutropio

Transacto bello Macedonico secutum est Syriacum contra Antiochum regem P.

Cornelio Scipione M. Acilio Glabrione consulibus. Huic Antiocho Hannibal se iunxerat, Carthaginem, patriam suam, metu, ne Romanis traderetur, relinquens. M. Acilius Glabrio in Achaia bene pugnavit. Castra regis Antiochi nocturna pugna capta sunt, ipse fugatus. Philippo, quia contra Antiochum Romanis fuisset auxilio, filius Demetrius redditus est. L. Cornelio Scipione et C. Laelio consulibus, Scipio Africanus, fratri suo L. Cornelio Scipioni consuli legatus datus, contra Antiochum profectus est. Hannibal, qui cum Antiocho erat, navali proelio victus est. Ipse postea Antiochus circa Sipylum apud Magnesiam, Asiae civitatem, a consule Cornelio Scipione ingenti proelio fusus est. Auxilio fuit Romanis in ea pugna Eumenes, Attali regis frater, qui Eumeniam in Phrygia condidit. Quinquaginta milia peditum, tria equitum eo certamine ex parte regis occisa sunt. Tum rex pacem petit. Iisdem condicionibus data est a senatu, quamquam victo, quibus ante offerebatur: ut ex Europa et Asia recederet atque intra Taurum se contineret, decem milia talentorum et viginti obsides praeberet, Hannibalem, concitatorem belli, dederet. Eumeni regi donatae sunt a senatu omnes Asiae civitates, quas Antiochus bello perdiderat, et Rhodiis, qui auxilium Romanis contra regem Antiochum tulerant, multae urbes concessae sunt. Scipio Romam rediit, ingenti gloria triumphavit.

Nomen et ipse ad imitationem fratris Asiagenis accepit, quia Asiam vicerat, sicuti frater ipsius propter Africam domitam Africanus appellabatur. Finita la guerra Macedonica, seguì la Siriaca contro il re Antioco, essendo consoli P. Cornelio Scipione e M. Acilio Glabrione. A questo Antioco s’era collegato Annibale, lasciando la sua patria Cartagine per timore d’esser consegnato ai Romani. M. Acilio Glabrione combatté felicemente in Acaia. Il campo del re Antioco fu preso in battaglia notturna, egli stesso cacciato in fuga. A Filippo, perché era stato d’aiuto ai Romani contro Antioco, fu restituito il figlio Demetrio. otto il consolato di L. Cornelio Scipione e C. Lelio, Scipione Africano – dato come luogotenente a suo fratello, il console L. Cornelio Scipione – fu inviato contro Antioco.
Annibale, che era con Antioco, fu vinto in battaglia navale.

In seguito, lo stesso Antioco fu annientato in una grande battaglia attorno a Sipilo, presso Megnesia, città dell’Asia, dal console Cornelio Scipione.
Fu d’aiuto ai Romani, in quella battaglia, Eumene, fratello del re Attalo, il quale fondò Eumenia in Frigia. In quello scontro furono uccisi, dalla parte del re, 50mila fanti, 3mila cavalieri; allora il re chiede/chiese la pace. Benché sconfitto, (la pace) gli fu concessa dal senato alle stesse condizioni a cui veniva offerta in precedenza: che si ritirasse dall’Europa e dall’Asia e si tenesse entro il Tauro, versasse 10mila talenti e offrisse 20 ostaggi, consegnasse Annibale, (ch’era) l’istigatore della guerra.
Al re Eumene furono date in ricompensa dal senato tutte le città dell’Asia, che Antioco aveva perdute in guerra, e ai Rodiani, che avevano prestato [tulerant > fero] aiuto ai Romani contro il re Antioco, furono concesse molte città. cipione tornò a Roma, (ove) trionfò con molta gloria. Anch’egli, sulla falsariga [ad imitationem] del fratello, prese il soprannome di ‘Asiatico’, perché aveva vinto l’Asia, così come suo fratello, per aver domato l’Africa, veniva soprannominato ‘ Africano’.

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