La guerra in Africa (Versione latino Eutropio)

La guerra in Africa versione latino Eutropio
traduzione libro lingua latina e libro Nova lexis Plus
Dal libro Lingua Latina 1 pagina 413 Numero 3

L. Manlio Vulsone M. Atilio Regulo consulibus bellum in Africam translatum est.

Essendo consoli L.

Manlio Vulsone e M. Attilio Regolo la guerra fu trasportata in Africa. Si combattè in mare contro Amilcare, generale Cartaginese, e fu vinto. Giacchè perdute sessantaquattro navi si ritirò. I Romani ne perdettero ventidue. Ma essendo passati in Africa, ricevettero in resa prima Clipea, città Africana. I consoli avanzarono fino a Cartagine, e smantellati molti luoghi forti Manlio vincitore ritornò a Roma e ricondusse ventisette mila prigionieri, Attilio Regolo rimase in Africa.

Egli schierò l'esercito contro gli Africani. Combattendo contro tre generali Cartaginesi fu vincitore, uccise diciotto mila nemici, ne prese cinque mila con diciotto elefanti, ricevette in protezione settantaquattro città. Allora vinti, i Cartaginesi chiesero pace ai Romani.

E non volendo Regolo concederla se non alle più dure condizioni, gli Africani chiesero aiuto agli Spartani. E sotto la guida di Santippo, che era stato mandato dagli Spartani, il generale Romano Regolo fu pienamente sconfitto. Giacché di tutto l'esercito Romano scamparono due mila soltanto, cinquecento col generale Regolo furono presi, trentamila uccisi, lo stesso Regolo posto in catene.

traduzione dal libro Nova Lexis plus

Caesar cum videret milites acrius pugnare non posse nec tamen multum profici propter locorum difficultatem, cumque animum adverteret excelsissimum locum castrorum relictum esse ab Alexandrinis, quod et per se munitus erat et partim ut pugnarent partim itt sectarent decucurrerant in eum locum in quo pugnabatur, cohortes circumvenire castra et summum locum oppugnare iussit eisque Carfulenum praefecit, et animi magnitudine et rei militaris scientia virum praestantem.

Cesare vedendo che i soldati non potevano combattere più ferocemente né tuttavia partivano per la difficoltà dei luoghi, capendo che il più eccelso luogo era stato lasciato dagli alessandrini, che era stato munito per loro sia per combattere sia per in quel luogo in cui si combatteva, ordinò che le coorti circondassero l'accampamento e che assediassero il sommo luogo e che a capo di quello vi fosse Carfuleno, uomo prestante per grandezza di animo e esperienza militare. All'arrivo di questo, difendendo pochi la munizione, combattendo i nostri contro i soldati assai violentemente, atterriti da un diverso clamore e combattimento gli alessandrini trepidando in ogni parte dell'accampamento

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