Marco Valerio Corvino (Versione latino Eutropio)

Marco Valerio Corvino versione latino Eutropio
traduzione libro Lingua latina, libro
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Traduzione dal libro Lingua latina

Cum Latini, qui a Romanis subacti erant, milites praestare nollent, ex Romanis tantum tirones lecti sunt factaeque legiones decem.

Poichè i latini, che erano stati sottomessi dai romani, non fornivano soldati, furono raccolte dai romani le reclute, e furono allestite 10 legioni che radunavano 70. 000 e più armatipur essendo ancora piccola la potenza romana tanto era tuttavia il valore nelle imprese militari.

Quando quelle legioni si misero in marcia contro i Galli sotto il comando di Lucio Furio, uno dei galli provocò alla lotta uno fra i romani che fosse il migliore.

Allora accorse il tribuno militare Marco Valerio e quando venne avanti armato un corvo gli si posò sul braccio destro. Mossa in seguito battaglia contro il gallo, lo stesso corvo con le ali e gli artigli colpì gli occhi del gallo, perché non potesse vedere bene.

così il gallo fu ucciso dal tribuno Valerio ed il corvo non solo gli dette la vittoria ma anche il soprannome, infatti in seguito lo stesso fu detto "corvino". Grazie a questo merito Valerio a 23 anni fu fatto console.

versione dal libro Nuovo comprendere e tradurre

Bello Gallico, cum Romani in stationibus quieti tempus tererent, Gallus quidam, magnitudine atque armis insignis, processit quatiensque scutum hasta, cum silentium fecisset, per interpretem provocavit unum Romanorum ut secum ferro decerneret.

Durante la guerra gallica, quando i Romani perdevano tranquilli il tempo nei luoghi di sosta, un certo Gallo, straordinario per la grandezza e per le armi, avanzò e battendo lo scudo con l'asta, dopo che ebbe fatto silenzio, per mezzo di un messaggero, sfidò un Romano a combattere con la spada contro di lui. Marco Valerio Corvino, giovane tribuno dei soldati, dopo aver chiesto il permesso al console, giunse armato al centro. In quel momento accadde una cosa straordinaria: infatti un corvo d'un tratto si posò sull'elmo del giovane Romano, che voleva combattere con il Gallo. Il tribuno considerò questo un presagio mandato dal cielo e pregò gli dei di aiutare lui stesso e i Romani. L'uccello non solo rimase sull'elmo ma, quando il Romano e il Gallo intrapresero la lotta, innalzandosi con le ali, aggredì la bocca e gli occhi del Gallo con il becco e con le unghie, mentre Valerio tagliava la gola al nemico spaventato dal prodigio. Allora il corvo volò via e i Romani diedero a Valerio il soprannome Corvino

Ancora diversa da altro libro

Bello Gallico, anno quadringentesimo quinto ab Urbe Condita, cum Romani in stationibus quieti tempus tererent, Gallus quidam, magnitudine atque armis insignis, processit quatiensque scutum hasta, cum silentium fecisset, per interpretem provocavit unum ex Romanis ut secum ferro decerneret.

Durante la guerra di Gallia, nell'anno 405 dalla fondazione di Roma, mentre i Romani passavano quieti il tempo nei posti di guardia, un Gallo, notevole per statura e armi, si fece avanti e battendo lo scudo con l'asta, dopo che si era fatto silenzio, provocò tramite un interprete uno dei Romani affinché si scontrasse a duello con lui. Marco Valerio, tribuno militare adolescente, dopo aver chiesto il permesso al console, si fece avanti armato al centro. Allora accadde una cosa prodigiosa: improvvisamente un corvo si posò sull'elmo del giovane romano che era venuto a duello con il Gallo. Il tribuno ritenne ciò come un augurio inviato dal cielo e pregò gli dei di essere benevoli con lui e con i Romani.

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