Nefandi eccessi di Nerone - Eutropio versione latino Aurea verba latinitatis

Nefandi eccessi di Nerone
Versione di latino di Eutropio
LIBRO Aurea verba latinitatis versione n. 62
Testo latino

Successit huic Nero, Caligulae, avunculo suo, simillimus, qui Romanum imperium et deformavit et diminuit, inusitatae luxuriae sumptuumque, ut qui exemplo C. Caligulae in calidis et frigidis lavaret unguentis, retibus aureis piscaretur, quae blattinis funibus extrahebat Infinitam senatus partem interfecit, bonis omnibus hostis fuit.

Traduzione

All'imperatore Claudio successe Nerone, simile a Caligola, suo zio.

Alteròe deturpò e indebolì l'impero romano e fu tant o inaudita fu la lussuria di Nerone che, sull’ esempio di Gaio Caligola, si lavava con unguenti caldi e freddi, cercava di prendere pesci con reti dorate. Mandò a monte un'infinita parte del senato, fu nemico di tutti gli onesti. Infine si oppose con tanto disonore, che ballava e cantava sulla scena nella veste di un citoredico o di un tragico Uccisi il fratello, la moglie, la sorella e la madre, commise molti omicidi dei parenti.

Incendiò la città di Roma, per riconoscere l'immagine del suo spettacolo nel modo stesso che Troia, catturata, era arsa.

Non arrischiatosi affatto nell'arte militare, si lasciò quasi sfuggire la Bretagna. Infatti furono catturate sotto di lui due città fortificate e furono distrutte lì stesso. I Parti sottomisero le legioni romane in Armenia. Tuttavia sotto di lui furono create due provincie, il Ponto Polemoniaco per concessione del re Polemone e le Alpi Cozie alla morte del re Cozio.

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