Nerva (Versione latino Eutropio)

Nerva
Autore: Eutropio

Anno octingentesimo et quinquagesimo ab urbe condita, Vetere et Valente consulibus res publica ad prosperrimum statum rediit bonis principibus ingenti felicitate commissa.

L'anno ottocentocinquanta dalla fondazione di Roma, consoli Vetere e Valente, lo Stato con somma fortuna affidato a buoni prìncipi, tornò a fiorentissime condizioni.

A Domiziano infatti, esiziale tiranno, successe Nerva, uomo moderato e valoroso nella vita privata, di nobiltà mediocre. Egli assai vecchio fu creato imperatore per l'appoggio di Petronio Secondo, prefetto del pretorio, e anche di Partenio, uccisore di Domiziano; si mostrò giustissimo e gentilissimo. Per divina ispirazione provvide allo Stato adottando Traiano.

Morì a Roma dopo un anno e quattro mesi di regno e giorni otto, di settantadue anni d'età, e fu ascritto fra gli Dei. Gli successe Ulpio Crinito Traiano, nato a Italica nella Spagna, di famiglia antica più che illustre. Giacchè suo padre per primo fu console. Imperatore poi fu creato presso Agrippina nelle Gallie.

Amministrò lo stato in modo che giustamente è preferito a tutti i prìncipo, di insolita gentilezza e fortezza. Ampliò in lungo e in largo i confini dell'impero Romano, che dopo Augusto era stato più difeso che notabilmente allargato. Ricuperò in Germania la città al di là del Reno. Vinto Decibalo sottomise la Dacia creando una provincia oltre il Danubio, in quei campi, che ora occupano i Taifali, i Vittoali e i Tevingi. Quella provincia ebbe un circuito di un milione di passi.

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