Esopo e il vanaglorioso - Versione latino Fedro

Esopo e il vanaglorioso versione latino Fedro

Aesopus, inter graecos fabularum scriptores maximus, gymnici certaminis victorem, qui se iactabat intolerantius de victoria, sic asperrimis verbis compellavit "Num in certamine adversarium validiorem vicisti"? victor triunphans victoriae gaudio respondit "Quam igitur" dixit Aesopus "meruisti gloriam stultissime, si fortior minus valentem aemulum vicisti? est dignus mercede solum vir qui viribus astutia et eventu prospero meliorem superat.

Phaedrus primus inter romanos fabularum scriptor, fabulam narrans monet igitur saepe stultos plurimis verbis inanem gloria iactare et simulatam vim summanque exellentiam sine labore, nisu, negotioque coram populo ostentare

Esopo, il più grande tra gli scrittori greci di favole, rimproverò con parole assai severe ilvincitore di una gara ginnica, che si gloriava più intollerabilmente della vittoria: hai forse vinto in gara un avversario più forte? Il vincitore, trionfando della vittoria con gioia, rispose: dunque, disse Esopo, se più forte hai vinto un avversario meno forte, hai meritato, o stoltissimo, tale gloria? E' degno di grazia solo l'uomo che con le forze, l'astuzia e l'evento favorevole supera il migliore.

Fedro, primo scrittore tra gli scrittori romani di favole, narrando la storia, ammonisce dunque spesso gli stolti con molte parole di respingere l'inutile gloria e di mostratr la simulata forza e la somma eccellenza senza fatica, sforzo, lavoro davanti al popolo.

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