Feroce per istinto

Cum se ferarum regem leo fecit, aequitatis famam obtinere cupiebat; itaque a pristina consuetudine deflexit et inter illas, tenui cibo contentus, sancta iura incorrupta fide reddebat.

Sed, quoniam naturam nutare non potuit, coepit aliquos ducere in secreto et eos interrogare: "Mihi os putet?". Si quis dicebat "putet", devorabat, et si quis dicebat "non putet", laniabat, omnes aeque necans.

Postquam de multis hoc fecerat, iussit simium ad se venire et interrogavit. Ille respondit eius os cinnamomo flagrare ut deorum altaria. Leo vero erubuit. sed alteram fraudem, ut simium laederet, quaesivit. Languere se simulavit: medici continuo adcurrere iussi sunt, sed, ut venas consideraverunt et pulsum sanum viderunt, suaserunt ei ut sumeret cibum aliquem qui levis esset et fastidium pro digestione tolleret.

At leo "ignota est" inquit "mihi caro simii: vellem illam probare" et imperavit ut statim simius necaretur et eius caro cito in escam converteretur.

Quando il leone si proclamò re degli animali, desiderava ottenere fama di imparzialità; perciò si allontanò dall'antica consuetudine e tra quelle, contento di poco cibo, ripristinava i sacri diritti con incorrutibile lealtà.

Ma poiché non fu capace di mutare la natura, cominciò a portare alcuni in disparte e ad interrogarli: "La mia bocca puzza?". Se uno rispondeva "Puzza", lo divorava, e se uno rispondeva "Non puzza" lo sbranava, uccidendo tutti ugualmente.

Dopo che aveva fatto ciò a molti animali, ordinò ad una scimmia di venire e la interrogò. Quella rispose che la sua bocca profumava di cannella come gli altari degli dei. Il leone in verità arrossì, ma cercò un altro inganno per colpire la scimmia. Simulò di essere stanco: ai medici fu ordinato di accorrere immediatamente, ma, non appena ebbero osservato bene le vene e ebbero visto il polso sano, lo persuasero a prendere qualche cibo che fosse facile a digerirsi e che sopportasse il peso della digestione.

Ma il leone disse: "Non conosco la carne della scimmia: vorrei provarla" e ordinò immediatamente che la scimmia fosse uccisa e che la sua carne venisse subito mutata in cibo.

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