Il cane e la pecora - Fedro versione latino

Il cane e la pecora
Versione di latino di Fedro

Canis calumniator resposcebat ab ove panem, quem dederat mutuum.

contendebat autem ovis numquam se a cane panem accepisse; cum autem ante iudicem venissent, canis multos dixit se habere testes, et statim lupum introduxit, qui talia verba dixit: “Scio canem ovi panem commendavisse”.

Deinde supervenit milvus: “Coram me – inquit – accepit”. Tertius accipiter dixit: “Cur, improba, hoc negas, te panem accepisse?”.

Ovis, a falsis testibus victa, ante tempus lanas suas vendidit, ut, quod non acceperat, redderet. Sic calumniatores fictis criminibus innocentes opprimunt.

Un cane falso accusatore reclamava il pane che aveva dato in presenza alla pecora.

Dall'altra parte la pecora sosteneva di non aver mai ricevuto il pane dal cane: in questo modo giunti di fronte ai giudici, il cane disse di aver molti testimoni, e subito fece entrare il lupo, che disse queste parole: "Sò che il cane disse di aver dato in prestito il pane alla pecora".

In seguito giunse il nibbio: "L"ha ricevuto in mia presenza" disse. Per terzo disse lo sparviero: " Perchè, o bugiarda, neghi questo, di aver ricevuto il pane?".

La pecora, sovrastata da falsi testimoni, prima del tempo vendette la prorpia lana, affinché restituisse quello che non aveva ricevuto. Ma i falsi accusatori opprimono gli innocenti con false accuse.

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