Il fratello e la sorella - Versione latino Fedro da INSULAE

traduzione Versione n° 17 pag. 20 - ibro: Insulae B

Praecepto monitus saepe te considera. Habebat quidam filiam turpissimam Idemque insignem pulchra facie filium.

Hi, speculum in cathedra matris ut positum fuit, Pueriliter ludentes forte inspexerunt. Hic se formosum iactat: illa irascitur Nec gloriantis sustinet fratris iocos, Accipiens, quid enim? cuncta in contumeliam.

Ergo ad patrem decurrit laesura invicem Magnaque invidia criminatur filium, Vir natus quod rem feminarum tetigerit. Amplexus ille utrumque et carpens oscula Dulcemque in ambos caritatem partiens: "Cotidie" inquit "speculo vos uti volo: Tu formam ne corrumpas nequitiae malis;

Tu faciem ut istam moribus vincas bonis Traduzione Avvertito da (questo) precetto, considera te (medesimo) spesso.

Un tale aveva una figlia bruttissima e il medesimo (aveva) un figlio notevole per bel viso.

Questi, giocando da fanciulli, guardarono dentro a caso in uno specchio, come era stato posto sulla seggiola dalla (lor) madre. Questo vanta sè (d'esser) bello; quella va in collera né sopporta gli scherzi del fratello che si gloria, come quella che riceveva ogni cosa in oltraggio.

Adunque corre giù dal padre per nuocergli alla (sua) volta (=per vendicarsi del fratello), e con gran livore accusa il figlio, perché, essendo nato uomo, abbia toccato un arredo delle donne.

Egli abbracciando l'uno e l'altro e cogliendo baci, e dividendo tra entrambi l'affetto soave: 'Io voglio, ' disse, ' che voi facciate uso dello specchio ogni giorno: tu, affinché non guasti la bellezza con i mali del vizio; tu, affinché vinca (= compensi) codesto volto con i buoni costumi. '

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