Il lupo e il cane - Fedro

Il lupo e il cane
versione latino e traduzione dal libro littera litterae vol, 1 e libro Lexis
Lupus macie confectus cani prepasto ... Libertatem meam catenae tuae anteponam

Un lupo sfinito dalla fame incontrò un cane ben pasciuto e gli disse: "Tu sei splendido, io ho fame".

Allora il cane indicandogli la casa vicina, rispose che lui custodiva quella casa; pertanto riceveva dal padrone ogni giorno ossa e carne dalla mensa. Così senza fatica riempiva il suo ventre. "Il mio padrone darà anche a te ossa e carne, se tu eseguirai il mio compito: questa è la legge.

Pertanto sotto quel tetto vivrai sicuro ne sopporterai nevi e piogge nei boschi. Sarai mio compagno e io ti istruirò". Il lupo è felice e non rifiuta; ma a metà percorso vide il collo escoriato del cane.

Allora interroga il cane: "Da dove è questa cosa?". Risponde il cane. "Sono sciocchezze, sono legato dai servi: infatti sono un po troppo violento". Il lupo allora esclama: "Ora non ti invidio affatto cane!! Queste cose non mi piacciono. Rifiuto di perdere la libertà per la pancia. Antepongo la mia libertà alla tua catena".

Traduzione dal libro Ad Litteram da Fedro

Libertas dulcis est et ab omnibus diligitur, ut Phaedrus poeta in hac fabula narrat.

Olim lupus, qui fame vincitur, canem perpastum vidit illique dixit: “Hoc non intellego: nos corpore et ingenio similes sumus, tamen tibi istud corpus validum et pulchrum est, ego autem te fortior ossa atque pellis totus sum, quod cibum vix semper invenio”. Illi canis respondit: “Haec fortuna tibi quoque erit, si ad illam domum, quam inter montes vides, mecum veneris et domino par oicium praestiteris: nocte a furibus domum defendere.

Si hoc feceris, tibi ossa dominus dabit ac interdum etiam carnem et alia; itaque ventertuus sine labore plenus semper erit”. “Ego ad istam vitam paratus sum, - dixit lupus - quod in silvis in periculis semper sum asperam vitam trahens”.

Postquam haec verba dixerat, cum cane ad illam domum perrexit. Dum procedunt, lupus canis collum detritum aspicit et hoc quaerit: “Unde hoc est, amice?”. “Interdum – respondit canis – me vinciunt: hoc modo luce quiesco et nocte vigil semper sum”. Ubi primum haec audivit, lupus canem reliquit haec verba dicens: “Regnum non cupio, si liber non sum”

La libertà è dolce ed è apprezzata da tutti, come narra il poeta Fedro in questa favola. Un giorno un lupo, che era vinto dalla fame, vide un cane ben pasciuto e gli disse: "Non capisco questo noi siamo simili per corporatura e indole, ma tu hai questo corpo forte e bello, io, invece, più forte di te sono tutto ossa e pelle, poiché trovo sempre a stento il cibo". Il cane gli rispose: "Anche tu avrai questa fortuna (dativo possesso) se sarai venuto (verrai) con me in quella casa, che vedi fra i monti, e offrirai un pari servigio al padrone: difendere la casa dai ladri durante la notte. Se avrai fatto ciò, il padrone ti darà le ossa e talvolta anche carne e altre cose; perciò il tuo ventre senza fatica sarà sempre pieno". "Io sono pronto a questa vita, - disse il lupo - poiché vivo sempre nei boschi tra i pericoli, conducendo una vita dura". Dopo che aveva detto queste parole, si diresse con il cane in quella casa. Mentre camminano, il lupo scorge il collo consumato del cane e chiede ciò: "Da dove deriva ciò, amico?". "Di tanto in tanto - rispose il cane - mi legano: in questo modo mi riposo e di notte sono sempre vigile". Non appena sentì queste cose, il lupo lasciò il cane dicendo queste parole: "Non desidero il potere, se non sono libero".

Il lupo e il cane cotidie discere e cotidie legere
Olim lupus, macie confectus, cani perpasto occurrit ...

Una volta un lupo, distrutto dalla magrezza, si imbatté in un cane ben pasciuto e lo apostrofò con queste parole: "Noi siamo simili nell'aspetto, io sono anche più robusto e forte di te; ma tu sei florido, io al contrario soffro la fame. Perché la sorte a te fu benevola e a me malevola?" Il cane mostrò la causa del suo aspetto fiorente e proteggendo la casa dai ladri che agiscono di notte. Disse: "Guarda quella casa alle falde del monte: vivo lì, custodendo i beni dei padroni. Il padre di famiglia in persona e sua moglie e i figli mi offrono pane, ossa e pezzetti di carne: così senza alcuna fatica riempio la pancia tutti i giorni. Senza dubbio ance a te sarà riservato lo stesso trattamento se avrai prestato lo stesso servizio al padrone. " Quella parole gli piacquero, e subito si diressero alla casa. Mentre però procedevano insieme, il lupo guardò il collo logorato del cane, e gli chiese il motivo di questa cosa. "Talvolta" rispose il cane "il padrone di giorno mi lega con la catena, così vigilo meglio di notte. " Quando udì ciò, il lupo subito abbandonò il compagno e si diresse nella foresta; a tal punto considerava la libertà, la più dolce di tutte le cose, preferibile alle comodità della vita.

Il lupo e il cane dal libro omnibus

Una volta un lupo, fiaccato dalla fame, vide un cane lucente e satollo e lo tentò con queste parole: "Noi siamo simili per aspetto ed indole, io in verità alquanto più robusto e forte di te; ma tu sei ben nutrito, io al contrario muoio di fame. Perché la sorte è stata provvida con te, malevola con me?". Il cane espose il motivo della sua condizione: "Guarda" disse "quelle case ai piedi del monte: vivo là, custodendo i beni del padrone. Il padrone in persona e sua moglie ed i suoi figli mi offrono pane, ossa, pezzetti di carne: così riempio tutti i giorni la pancia senza fatica. Di sicuro anche a te gli uomini daranno le stesse cose, se avrai prestato lo stesso servizio". Queste parole piacquero al lupo e disse: "Verrò anch'io con te". Mentre quindi procedono insieme, per caso il lupo scorge il collo spelacchiato del cane e chiede il motivo di ciò. "Ogni tanto" dice il cane "essi mi legano con una catena: così svolgo meglio il compito della guardia". Subito il lupo abbandonò il compagno e si nascose nel bosco: considerava a tal punto la libertà, la più dolce di tutte le cose, preferibile alle comodità della vita.

Il lupo e il cane Libro Lingua et Res
Olim lupus, macer et ieiunus, canem nitidum et perpastum vidit. Tum lupus his----

Una volta un lupo, magro e a digiuno, vide un cane grasso e ben nutrito. Allora il lupo, chiamò il cane con queste parole: " Abbiamo lo stesso aspetto e la stessa indole: io tuttavia sono molto più forte e vigoroso di te. Ma tu sei ben nutrito, mentre io sono affamato. Perché la fortuna per te è stata madre, per me invece matrigna? Il cane mostrò in modo semplice la causa della sua condizione: "Guarda quella casa alle pendici della montagna: lì vivo io e il mio compito è custodire la casa e i beni del padrone. Il padrone stesso e sua moglie mi concedono pane, ossa e carne. Così senza grande fatica ogni giorno mi riempio la pancia. "Vieni dunque con me!". Anche a te gli uomini daranno lo stesso, se presterai il mio stesso servizio. Anche a te gli uomini riserveranno lo stesso trattamento, se tu ti presterai alla stessa mansione. " Piacquero al lupo queste parole e disse "Verrò con te" Mentre camminano con calma, casualmente il lupo vede il collo del cane spelacchiato e gliene chiede il motivo. "Talora -dice il cane- loro mi legano alla catena. " Subito il lupo abbandonò il compagno, e se ne tornò nella foresta: così rifiutò una vita comoda e salvò grazie alla libertà, la più cara di tutte le cose.

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