Il lupo e il capretto - LITTERA LITTERAE - Versione Fedro

Versione da littera litterae 2C pag 20 n 1

Hadus in stabulo manebat, in quo a matre capra relictus erat.

Saepe serum cogitabat pavidum animal: "Quid agit mater mea? Quam ob causam me solum relinquit? Quantas curas solus habeo!" Tum lupus, qui fame laborabat, accessit, ostium pulsavit et caprina voce haedum vocavit.

Hunc interrogat haedus: "Qui ostium pulsat?" Latro respondet: "Mater tua est; ianuam aperire potes. Qui terror te impedit?" At haedus, qui voce in errorem non inductus erat, dixit: " Quanta est fraus ista tua! Ad me ox pervenit caprina, sed lupus per rimulas video.

Non aperiam illi, cuius mores non bene cognosco". Quid nam potest esse sine diffidentia tutum?

Il capretto rimaneva nella stalla nella quale era stato abbandonato dalla madre capra.

Spesso tra sé l'animale pauroso rifletteva: "Che cosa fa mia madre? Per quale ragione mi lascia solo? Che grande preoccupazione ho io da solo!" Allora il lupo, che soffriva per la fame, si avvicinò, bussò alla porta e con voce di capra chiamò il capretto.

Il capretto gli chiede "Chi bussa alla porta?" Il latrone risponde: " E' tua madre; puoi aprire la porta. Quale paura ti ostacola? Ma il capretto, che non era stato indotto in errore dalla voce, disse: "Quanto è grande questo tuo inganno! A me giunge una voce caprina, ma vedo un lupo attraverso le piccole fessure, non aprirò a quella persona di cui non conosco bene le abitudini".

Che cosa mai può essere sicuro senza la diffidenza?

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