La rondine e il passero

Fedro Nove discere 2

Dum in eodemramo considunt, passer hirundini sic dicebat: «Tu, rapida avis, longa itinera facis, quia hiemes et frigora, ut ego, non toleras.

Quam infirmum corpus tuum est! Quam miseram vitam degis!» Respondit tum hirundo: «Cum nix copiosa prata agrosque operit, tu tremulus, sub tectorum tegimine pipias et tuis pullis cibum frustra exquiris: commoda igitur tua vita non est! Serva tibi querellas, stulte!» Stultus est homo qui aliis exprobrat quod sibi adscribere debet

Allora nello stesso ramo siedono insieme un passero alla rondine così diceva "Tu voli veloce, compi grandi viaggi, perché il caldo e il freddo, come me, non tolleri.

Che corpo malato è il tuo! quale misera vita tu conduci!" Allora risponde la rondine "quando la neve ricopre abbondante i prati e i campi, tu tremolante sotto il riparo dei tetti pigoli e cerchi di ottenere cibo per i tuoi piccoli: dunque la tua vita non è comoda! Riserva per te le lamentele, stolta! E' stolto l'uomo che agli altri rimprovera cià che deve ascrivere a se stesso.

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