Due disfatte navali mettono fine alla prima guerra punica - Floro versione latino laboratorio

Due disfatte navali mettono finealla rima guerra punica
versione di latino di Floro
Traduzione dal libro latino laboratorio 1

Marco Fabio Buteone consule, fata rem publicam foverunt: nam classis hostium, onusta praedae, cum iam in Africo mari apud Aegimùrum navigaret, adversis actà ventis, naufragio suo Africam et Syrtis et omnium interiacentium insularum litóra implevit.

Gravior fuit Poenis calamìtas quam omnes clades quas antea in bello acceperant, et hoc accidit non sine victorìs populi dignitate: nam cum Punicae praedae omnibus promunturiis insulisque fluitarent, populus Romanus iis spoliis trìumphavit. Lutatio Catùlo consule tandem bello finis impositus est apud insulas quibus nomen est Aegàtae, nec ingentior in mari pugna memorata est: cum adesset hostium classis gravis commeatibus, exercitu, propugnaculis, armis et in navibus quasi tota Carthago inesset, Romana classis, cum promptior, levior, expeditior esset, ad similitudinem pugnae equestris proelium agebat et in hos vel in illos ictus mobilium rostrorum movebat. Itaque momento temporis laceratae hostium rates totum inter Siciliam Sardiniamque pelàgus naufragio suo operuerunt.

Tanta denìque fuit victoria ut patribus non placuérit moenia Carthaginis dirui: supervacuum iudicatum est in arcem murosque saevire, cum iam in mari esset hostile imperìum deletum.
Marco Fabio Butone, essendo console, i fati non abbandonarono la repubblica: infatti la flotta dei nemici, carica di prede, navigando già nel mare d'Africa presso Egimuro, spinti dai venti contrari, con il suo naufragio riempì l'Africa e le coste della Sirti, e di tutte le isole che si trovano nel mezzo. La calamità per i cartaginesi fu più grave di tutte le sconfitte che avevano ricevuto prima in guerra e ciò accadde non senza la dignità dei popoli vincitori;

infatti, poiché le prede dei cartaginesi si trovavano su tutti i promontori e sulle isole, il popolo romano trionfò su quelle spoglie, essendo console Lutazio Catullo finalmente fu posta fine alla guerra dopo presso le isole di nome Egadi ne fu circondata una battaglia più grande nel mare, essendo vicina la flotta dei nemici carica di rifornimenti, essendo quasi tutta Cartagine nell'esercito, nelle difese, nelle armi e nelle navi, essendo la flotta dei romani più pronta, più leggera, più veloce agiva come una battaglia equestre e muoveva i colpi dei rostri mobili contro questi e contro quelli. Per questo in breve tempo le flotte lacerate dei nemici coprirono con il loro naufragio tutto il mare tra la Sicilia e la Sardegna. Infine la vittoria fu tanto grande che non piacque ai senatori che fossero distrutte: fu giudicato superfluo infierire contro la rocca e le mura, essendo già stato distrutto l'impero dei nemici nei mari.

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