La guerra contro i Falisci, i Veienti e i Fidenati (Versione latino Floro)

La guerra contro i Falisci i Veienti e i Fidenati
versione latino Floro

Adsidui vero et anniversarii hostes ab Etruria fuere Veientes, adeo ut extraordinariam manum adversus eos promiserit privatumque gesserit bellum gens una Fabiorum.

Dall'Etruria nemici senza dubbio ostinati e che tornavano ogni anno (si riferisce al fatto che le guerre si facevano solo nella bella stagione, quindi si riprendevano da un anno all’altro) furono i Veienti, a tal punto che la famiglia dei Fabii da sola garantì contro di loro un esercito straordinario e sostenne una guerra privata.

Furono massacrati presso il fiume Cremera in trecento, un esercito patrizio, ma la disfatta fu compensata da importanti vittorie, dopo che furono espugnate fortezze assai solide, certamente con esito vario. I Falisci si arresero spontaneamente, Fidene fu ridotta in cenere dal suo incendio, abbattuti dalle fondamenta e distrutti i Veienti.

Mentre i Falisci erano assediati, apparve straordinaria la lealtà del comandante supremo, e non a torto, poiché aveva rimandato indietro per sua scelta legato in catene un maestro di scuola, un traditore della città, con gli allievi, che quello gli aveva portato.

Certamente da uomo onesto e saggio sapeva che la vera vittoria nasce dalla lealtà rispettata e dalla dignità intatta. I Fidenati, (qui il nome della città sta per il nome del popolo) poiché non erano pari con le armi, per infondere terrore ai Romani, erano venuti avanti come Furie(furiali more=alla maniera delle Furie) armati di torce e di bende di colori diversi, alla maniera di serpenti; ma quell’aspetto funesto fu un presagio di annientamento. Veio fu espugnata dopo un assedio di dieci anni.

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