La Guerra servile - cotidie discere

La Guerra servileversione latino Floro
traduzione libro cotidie discere 1
pagina 259 numumero 163

l'inizio e la fine: "sicilia multo cruentius servili quam Punico bello vastata est. [...] fuitque de servis ovationes contentus, ne dignitatem triumphi servili inscriptione violaret. "

La Sicilia fu devastata dalla guerra servile in modo molto più cruento che dalla guerra Punica. Qui, nei latifondi, i numerosi condannati al lavoro forzato ed i contadini alla catena offrirono I' occasione di guerra. Un certo Sirio, di nome Euno, avendo simulato un furore demenziale, incitò gli schiavi alla libertà ed alle armi, come se fosse la volontà degli dei. Per provare la benevolenza degli dei, nascosta una noce in bocca che aveva riempito di zolfo e di fuoco, soffiandovi sopra piano, emetteva fuoco mentre parlava. Questo spettacolo stupefacente in un primo tempo riunì duemila uomini nelle strade, poi, considerandosi in stato di guerra, spalancati i campi di lavoro, formò un' armata di ben più di sessantamila schiavi; indossate le insegne regali, devastò fortini, villaggi e città. Per di più, estremo disonore di questa guerra, anche gli alloggiamenti dei pretori furono conquistati. Alla fine, il generale Perperna si incaricò di castigarli. Questi infatti sconfisse I' esercito dei fuggitivi, li bloccò finalmente presso Enna, li prese per fame, punì il resto dei briganti mettendoli ai ceppi, incatenandoli e crocifiggendoli; si accontentò, trattandosi di schiavi, dell'ovazione per non violare la dignità propria del trionfo con l'iscrizione di una vittoria ottenuta contro degli schiavi.

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