Croesi infans filius

Filius Croesi regis, cum iam fari per aetatem posset, infans erat et, cum iam multum adolevisset, ..... "Homo, ne Croesum necaveris!"

Pur potendo ormai parlare per l'età, il figliolo di Creso non proferiva parola alcuna, e, nonostante fosse già molto cresciuto, non riusciva ugualmente a dire nulla.

Perciò fu a lungo ritenuto muto e senza lingua. Mentre la città, in cui viveva, veniva conquistata, e mentre un nemico, ignorando che quello fosse il re, si scagliava con la spada contro suo padre, sconfitto nella grande guerra, senza alcuna speranza, il giovane aprì la bocca tentando di gridare e, a causa di questo sforzo e dell'impeto del soffio, ruppe l'impedimento e l'intoppo della lingua e parlò chiaramente e distintamente gridando verso il nemico, affinché il re Creso non fosse ucciso.

Allora anche il nemico ripose la spada, donò la vita al re e il giovane poi cominciò a parlare perfettamente. Erodoto è narratore di questo evento nelle storie, e ci sono le sue parole, quelle che riferisce che il figlio di Creso aveva detto per prime: “Uomo, non uccidere Creso!”.

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