I commediografi Plauto e Nevio (Versione latino Gellio)

i commediografi plauto e nevio
Autore: Gellio
da pag 162 n 74 latina lectio

Feruntur autem sub Plauti nomine comoediae circiter centum atque triginta; sed homo eruditissimus L.

Aelius quinque et viginti eius esse solas existimavit. Neque tamen dubium est, quin istaec, quae scriptae a Plauto non videntur et nomini eius addicuntur, veterum poetarum fuerint et ab eo retractatae, expolitae sint ac propterea resipiant stilum Plautinum. Sed enim Saturionem et Addictum et tertiam quandam, cuius nunc mihi nomen non subpetit, in pistrino eum scripsisse Varro et plerique alii memoriae tradiderunt, cum pecunia omni, quam in operis artificum scaenicorum pepererat, in mercatibus perdita inops Romam redisset et ob quaerendum victum ad circumagendas molas, quae "trusatiles" appellantur, operam pistori locasset.

Sicuti de Naevio quoque accepimus fabulas eum in carcere duas scripsisse, Hariolum et Leontem, cum ob assiduam maledicentiam et probra in principes civitatis de Graecorum poetarum more dicta in vincula Romae a triumviris coniectus esset.

Le commedie infatti portavano l'iscrizione Plauti (di Plauzio), furono accolte come plautine, mentre non dovevano dirsi, da Plauto, plautine; ma, da Plauzio, plauziane.

Passano attualmente sotto il nome di Plauto circa centotrenta commedie; ma una persona coltissima, Lucio Elio, ritiene che solo venticinque possano ritenersi di Plauto. E' molto probabile che le commedie che non vengon ritenute opere di Plauto e passino sotto il nome suo, siano state scritte da vecchi poeti e da Plauto riviste e rimaneggiate, e perciò abbiamo il sapore dello stile plautino.

Le commedie Il panciapiena, Lo schiavo per debiti e una terza di cui non mi ricordo il nome sarebbero state scritte in un mulino, secondo quanto raccontano Varrone e alcuni altri eruditi, quando, avendo Plauto perduto in commercio tutto il denaro che aveva guadagnato con il lavoro di autore comico, se ne ritornò a Roma senza soldi e, per procacciarsi da mangiare, si impiegò nell'azienda di un mugnaio a girare delle mole trusatiles (spinte a mano).

Così pure si dice che Nevio scrivesse in carcere due commedie, L'indovino e Il leonino, quando per il suo continuo dire ingiurie e rivolgere oltraggi - alla maniera dei poeti greci - ai cittadini più illustri, venne imprigionato a Roma per ordine dei triumviri.

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