Il male minore (Versione latino Gellio)

Il male minore versione latino Gellio
traduzione libro Paginae pag. 114 N° 2 e NOVE DISCERE

Fabricius Luscinus vir magnis rebus gestis fuit et dignus magna gloria.

Cornelius Rufinus manu quidem strenuus et bellator bonus militarisque disciplinae peritus admodum fuit, sed furax homo et avaritia acri erat. Hunc Fabricius non probabat neque amico utebatur osusque fuit eum morum eiuis causa. Sed cum in temporibus rei diffìcillimis consules creandi essent et is Rufinus peteret consulatum competitoresque eius essent imbelles quidam et futtiles, summa ope adnixus est Fabricius ut Rufìno consulatus deferretur.

Eam rem plerisque admirantibus, quod hominem avarum, cui erat inimicissimus, creari consulem vellet, «Malo» inquit «civis me compilet quam hostis vendat».

Hunc Rufinum postea bis consulatu et dictcatura functum censor Fabricius senatu movit ob luxuriae notam, quod decem pondo libras argenti facti haberet

Fabrizio Luscino era un uomo famoso per le (sue) imprese e meritevole di una grande gloria.

P. C. Rufino fu sicuramente ardito in battaglia e un buon guerriero e molto esperto di disciplina militare, ma era un uomo rapace e di una avidità terribile. Fabrizio non apprezzava costui (Rufino) né era suo amico e lo detestò per i suoi costumi. Ma poiché i consoli dovevano essere eletti in circostanze molto difficili per lo Stato e Rufino ambiva al consolato e i suoi rivali erano inoffensivi e superficiali, con ogni mezzo Fabrizio si adoperò affinché il consolato venisse assegnato a Rufino.

Poiche i più si meravigliavano di ciò, (ovvero) del fatto che volesse che fosse eletto console un uomo avido, al quale era molto ostile, disse: “Preferisco che un concittadino mi prenda a bastonate piuttosto che un nemico mi venda”.

In seguito Fabrizio, in qualità di censore, rimosse (spodestò) questo Rufino, che aveva esercitato due volte il consolato e la dittatura, per essere stato tacciato di sfarzo, perché possedeva dieci libbre d’argento lavorato.

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