Quanti invitare a tavola - Gellio

Quanti invitare a tavola Gellio Libro Cleo

Lepidissimus liber est M. Varronis ex satiris Menippeis, qui inscribitur Nescis quid vesper serus vehat, in quo disserit de apto convivarum numero deque ipsius convivii habitu cultuque.

Dicit autem convivarum numerum incipere oportere a Gratiarum numero et progredi ad Musarum, id est proficisci a tribus et consistere in novem, ut, cum paucissimi convivae sunt, non pauciores sint quam tres, cum plurimi, non plures quam novem.

"Nam multos" inquit "esse non convenit, quod turba plerumque est turbulenta

Esiste (c'è) un libro, veramente carino, di Marco Varrone, tratto dalle Satire Menippee, che è intitolato "Non sai cosa porti la tarda sera", nel quale ragiona del numero adatto di convitati e della maniera e allestimento del banchetto stesso.

Afferma dunque essere opportuno che il numero degli invitati inizi da quello delle Grazie e arrivi a quello delle Muse, cioè parta da tre e si fermi a nove, di modo che, pur essendo assai pochi i convitati, non siano meno di tre, e quando dovessero essere molti, non siano più di nove.

"Infatti" scrive "non è il caso che siano molti, perché la massa fa troppo spesso chiasso

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