Un leone riconoscente (Versione latino Gellio)

Un leone riconoscente
versione di latino di Gellio e traduzione
Superni gradus pag. 85
inizio: in circo maximo venationis pugna populo...
fine: specu eodemque victu viximus

Nel circo massimo veniva dato un combattimento di caccia al popolo.

Venne fatto entrare in quel combattimento di belve, tra molti altri, un servo, di nome Androceo. Unleone feroce e immane appena vide questi da lontano, subito si fermò e poi lentamente si diresse verso l’uomo ed accarezzò le sue gambe e mani dolcemente con la lingua. Allora Androclo narrò questo fatto magnifico : “io in africa fui costretto a fuggire per le bastonate di un padrone ingiusto e mi ritirai nei luoghi solitari dei deserti: allora trovai una caverna, vi entrai e mi nascosi.

Non molto dopo venne nella stessa caverna questo leone che emetteva gemiti. Dopo che mi vide, si avvicinò mite e mansueto e mi mostrò il piede che teneva sollevato.

Io gli strappai via allora una grossa spina che stava nella pianta del piede. Poi quello, aiutato dal mio intervento, posto il piede tra le mie mani, si sdraiò e si riposò. E da quel giorno per tre anni interi il leone ed il vivemmo nella stessa caverna e dello stesso cibo.

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