Una forte emozione può ridare la parola (Versione latino Gellio)

Una forte emozione può ridare la parola versione latino Gellio traduzione dal libro Domus pag. 563 N° 15

Filius Croesi regis, cum iam fari per aetatem posset, infans erat, et cum iam multum adolevisset, item nihil fari quibat.

Mutus autem et elinguis diu habitus est. Postea Croesus bello victus est; urbe, in qua erat, capta, hostis in eum, ignorans regem esse, gladio destricto invasit: filius eius os diduxit, clamare nitens eoque nisu vitium nodumque linguae rupit planeque et articulate elocutus est, clamans in hostem ne rex Croesus occideretur.

Tum et hostis gladio reduxit et regi vitam donavit et adulescens loqui prorsum deinceps incepit. Sed et quispiam Samius athleta, cum antea non loquens fuisset, ob similem causam loqui coepit.

Cum in certamine sortitio inter Samios et adversarios non bona fide fieret et athleta sortem nominis falsam subici animadvertisset, repente inclamavit in eum qui id faciebat, se videre quid faceret. Atque per omne inde vitae tempus non turbide locutus est.

Il figlio del re Creso, nonostante potesse già parlare a causa dell’età (cioè benchè avesse già l'età per poter parlare), era (invece) muto, e, anche dopo essere diventato un ragazzo, non era ugualmente capace di dire nulla.

D’altra parte rimase a lungo muto e in silenzio. In seguito Creso perse la guerra; presa la città in cui abitava, un nemico, sguainata la spada, gli saltò addosso, ignorando che egli (fosse) il re: suo figlio aprì la bocca sforzandosi di gridare, con quello sforzo sciolse il difetto e il nodo alla lingua e parlò chiaramente e apertamente, gridando verso il nemico di non uccidere il re Creso.

Allora il nemico mise a posto la spada, donò la vita al re e il ragazzo iniziò a parlare da quel momento completamente. Ma anche un certo atleta di Samo, sebbene prima non fosse stato in grado di parlare, iniziò per un simile motivo.

Infatti essendo in malafede il sorteggio in una gara tra gli abitanti di Samo e gli avversari e avendo visto essere sostituito con frode da un atleta il nome nel sorteggio, repentinamente gridò contro colui che faceva ciò, perché si vedesse cosa faceva. Inoltre dopo ciò per tutto il tempo della sua vita non parlò (mai più) confusamente

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