Genitori e figli - versione greco Iseo

Ει γαρ εζη ο παππος, ενδεης δε ην των επιτηδειων, ουκ αν ουτος υποδικος ην της κακκωσεως, αλλ' ημεις. Κελευει γαρ τρεφειν τους γονεας γονεις δ'εισι μητερ και πατηρ και παππος και τηθη και τουτων μητηρ και πατηρ, εαν ετι ζωσιν εκεινοι γαρ αρχη τους γενους εισι και τα εκεινων παροδιδοται τοις εγγονοις διοπερ ανγκη τρεφειν αυτους εστι, καν μηδεν καταλιπωσι.

Πως ουν δικαιον εστι, εαν μεν μηδεν καταλιπωσιν, ημας υποδικους ειναι της κακωσεως εαν μη τρεφωμεν, ει δε τι καταλελοιπασι τονδ'ειναι κληρονομον αλλα μη ημας; Ουδαμως δηπουθεν

Infatti se, il nonno era in vita, ma era bisognoso dei mezzi di sopravvivenza, non sarebbe sarebbe accusato questo di maltrattamento ma noi.

Prescrive infatti (la legge) di assistere i (propri) genitori: sono genitori madre, padre, avo, ava, madre e padre di questi, se vivono ancora;

infatti costoro sono principio della famiglia e i loro beni vengono tramandati ai discendenti; è necessario quindi assisterli anche se non lasciano nulla in eredità.

Come dunque, è giusto, sebbene non lascino nulla, che noi siamo accusati di maltrattamento se non li assistiamo, se, invece, hanno lasciato qualcosa, che questo sia erede ma non noi? Assolutamente no. (lett. affatto in nessun modo).

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