L'asino selvatico e l'asino domestico Esopo (Versione di Greco)

L'asino selvatico e l'asino domestico
VERSIONE DI GRECO DI Esopo libri di testo: gymnasion/greco n. ed. /MITOS Lo stesso titolo da 4 libri diversi
Versione libro gymnasion e Greco terza edizione esercizi 1

Un asino selvatico guardando un asino domestico splendente in un luogo soleggiato lo considerava felice l'animale parente: " O sei il più fortunato di tutti.

Infatti nasci più grasso e più felice diversamente dagli asini poiché possiedi per caso l'abbondanza degli alimenti, cosicché (hai) cibo in maggior numero". Dopo vedendo che l'asino domestico portando carichi ed in seguito seguendolo ed essendo picchiato con un grande bastone diceva: " Ma vedo che non sei il più felice, (sei) il più infelice degli altri asini, poiché possiedi l'abbondanza degli alimenti dei più grandi cattivi" La favola dimostra che l'invidia non è dopo la maggioranza dei pericoli ed i profitti sopravvivendo alla sofferenza.

Versione del gymnasion e di greco nuova edizione

un asino selvatico avento visto un asino domestico grasso e che pascolava tranquillamente in un luogo soleggiato, lo cosiderava beato per la forza del corpo. in seguito avendolo visto di nuovo portare pesi e seguire da dietro l'asinaio e ferito con una frusta disse: invero io nn ti considero più fortunato, infatti ho notato ke non senza grandi sventure hai abbondanza di cibo. così non c'è bisogno ke noi consideriamo invidiabili i guadagni e le cose che provengono da pericoli e sofferenze.

Versione del LIBRO MITOS

Un asino selatico riteneva beato un asino domestico che passava il tempo in un luogo soleggiato per la buona costituzione del corpo e per il vantaggio del nutrimento. In seguito vedendo l’ asino che portava carichi pesantissimi e che un asinaio seguiva dietro e picchiava con bastoni il povero asino, disse: “Ma io non ti stimo più beato, infatti ti procuri piacere non senza sofferenze e pericoli”

Favola originale

Ὄνος ἄγριος ὄνον ἥμερον θεασάμενος ἔν τινι εὐηλίῳ τόπῳ προσελθὼν ἐμακάριζεν αὐτὸν ἐπὶ τῇ εὐεξίᾳ τοῦ σώματος καὶ τῇ τῆς τροφῆς ἀπολαύσει.

ὕστερον δὲ ἰδὼν αὐτὸν ἀχθοφοροῦντα καὶ τὸν ὀνηλάτην ὄπισθεν ἑπόμενον καὶ ῥοπάλοις αὐτὸν παίοντα εἶπεν· ἀλλ' ἔγωγε οὐκέτι σε εὐδαιμονίζω.

ὁρῶ γάρ, ὅτι οὐκ ἄνευ κακῶν μεγάλων τὴν ἀφθονίαν ἔχεις. οὕτως οὐκ ἔστι ζηλωτὰ τὰ μετὰ κινδύνων καὶ ταλαιπωριῶν περιγινόμενα κέρδη.

Dal libro corso di greco lingua e civiltà

Un asino selvatico un giorno vide un asino domestico in un luogo soleggiato; dunque, gli si avvicinò, continuamente lo stimava felice per la sua buona costituzione del corpo e per l'abbondanza del cibo. Ma, poi, successivamente vide di nuovo lo stesso asino: l'asino in quel frangente portava un pesante carico e l’asinaio lo seguiva e lo colpiva con mazze e frusta. "suvvia, io non ti considero più felice" disse l'asino selvatico. "Vedo, infatti, che vivi nell’abbondanza non senza grandi mali”. Così non sono da ammirare i guadagni che si conseguono con pericoli e sofferenze.

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