Comportamento contraddittorio degli Ateniesi

Namque huic Miltiadi, qui Athenas totamque Graeciam liberarat,

Ed infatti a quel Milziade, che aveva liberato Atene e l'intera Grecia, fu attribuito un tale onore, nel portico, che è chiamato pecile, essendo dipinta la battaglia di Maratona, affinché fosse posta nel gruppo dei dieci pretori come prima l'immagine di costui sia che lui esortava i soldati e e sia che intraprendeva la battaglia. [---] Milziade, molto esperto in comandi militari e magistrature, non sembrava poter essere un privato cittadino, in particolare perché sembrava essere portato alla brama di potere dalla consuetudine.

Infatti, per tutti quegli anni nei quali aveva abitato nel Chersoneso, aveva tenuto il potere ininterrotto ed era stato chiamato tiranno, anche se giusto. Infatti non aveva conseguito il potere con la forza, ma per volontà dei suoi e moderava questo potere con la benevolenza. Infatti sono detti e sono ritenuti tiranni quelli che hanno un potere ininterrotto in quella città che è abituata alla libertà.

Ma in Milziade c'era con una grandissima umanità anche una straordinaria affabilità, così che nessuno fu tanto umile, al quale lui non gli aprisse la porta (che non aprisse la porta ad alcuno per quanto fosse di umile condizione); di grande autorità verso tutti i cittadinanza, nobile di nome/fama, del più grande valore militare.

Versione tratta da Cornelio Nepote

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