Galileo descrive la luna

De facie autem Lunae, quae ad aspectum nostrum vergit, primo loco dicamus.

Parleremo in un primo momento sull' (de compl.argomento) emisfero della Luna che è rivolto verso di noi.

Per una più facile comprensione distinguo l'emisfero in due parti, una più chiara, l'altra più scura: la più chiara sembra andare intorno ed invadere tutto l'emisfero, invece la più scura come nube oscura la stessa faccia e la fa rende come macchiata. Queste macchie alquanto scure e abbastanza grandi visibili ad ognuno, furono osservate in ogni tempo; e quindi le chiameremo grandi o antiche, a differenza di altre macchie minori per grandezza ma pure così frequenti da ricoprire la superficie lunare intera, soprattutto la parte più luminosa: e queste non furono osservate da altri prima di noi.

Da osservazioni più volte ripetute di tali macchie fummo portati verso il grande convincimento che la superficie della Luna non è levigata (perpolio), uniforme e perfettamente sferica, come un grande schiera di filosofi ha creduto relativamente a questa stessa (de ipsa) e dei restanti corpi celesti, ma, al contrario, irregolare, rugosa e piena zeppa (confertam) di molte cavità e protuberanze, non diversamente dalla faccia della Terra che da questa parte poi è contrassegnata da vette di monti e valli profonde.
(by Vogue)

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