Gesta di Annibale - VERSIONE di latino e traduzione

Gesta di Annibale VERSIONE LATINO e traduzione Due versioni differenti stesso titolo controlla il testo latino.
Versione numero 1

Numquam Carthaginiensibus dux magis strenuus, Romanis hostis acrior quam Hannibal fuit.

versione numero 2

Hannibal gloriae imperiique cupidissimus, cum magno militum agmine in Italiam pervenit.

Mai i Cartaginesi ebbero un condottiero più valoroso di Annibale, mai i Romani ebbero un nemico più valoroso di Annibale.

Essendo (Annibale) partito molto giovane da Cartagine, prestò servizio militare in Spagna sotto il padre Amilcare e dopo la morte di questo fu salutato dai soldati come generale. Assai desideroso di gloria e potere, arrivò in Italia con un gran numero di soldati. Il tragitto attraverso le Alpi, d'inverno, fu piuttosto difficile per l' abbondanza delle nevi e del gelo rigidissimo, ma la forte volontà di Annibale superò tutte le difficoltà e tutti i pericoli.

In battaglia fu più abile e meno imprudente dei consoli dei Romani; infatti, presso il Ticino, la Trebbia ed il lago Trasumeno ottenne facilmente vittorie famosissime.

Infine sbaragliò i nemici presso Canne, dove il console Lucio Emilio Paolo e molti soldati furono uccisi, pochi ne uscirono incolumi. Poi, richiamato a Cartagine, Annibale combattè presso Zama contro Scipione l'Africano, generale abilissimo. Dopo essere stato vinto, si rifugiò in Bitinia presso il re Prusia, dove, per non essere catturato dai Romani, prese il veleno.

versione numero 2

Annibale avidissimo di gloria e di potere, giunse in Italia con un grande esercito di soldati. D’inverno il viaggio attraverso le Alpi fu piuttosto difficile per la copiosità delle nevi e per il freddo assai pungente, ma la ferma determinazione di Annibale prevalse su ogni difficoltà e su ogni pericolo. In battaglia fu più abile e meno incauto rispetto ai consoli dei Romani; infatti conseguì facilmente vittorie famose presso il Ticino, la Trebbia e il lago Trasimeno. Infine sbaragliò i nemici presso Canne, dove furono uccisi il console Lucio Emilio Paolo e moltissimi soldati, pochi riuscirono a fuggire incolumi. In seguito, richiamato a Cartagine, Annibale combatté presso Zama con Scipione l’Africano, valentissimo generale. Essendo stato vinto, si rifugiò in Bitinia presso il re Prusia dove, pur di non farsi catturare dai Romani, si avvelenò.

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