Giasone alla conquista del vello d'oro - Cotidie legere versione latino

Giasone alla conquista del vello d'oro
versione latino traduzione cotidie legere pag 217 es 250

Cum vellus aureum, quod ab aeeta, colchorum rege, repositum in luco Marti sacro custodiebatur, eripere Iason deberet, convocatis fortissimis graeciae ducibus, navem, quam argo appellaverunt, fabricavit, trabibus e Pelio monte sumptis.

Poichè Giasone doveva rubare il vello d'oro che Eete, re della Colchide, aveva nascosto nel tempio di Marte, chiamati i generali più forti della Grecia, costruì una nave, che chiamarono Argo, prese le travi dal monte Pelio.

Tife remava; Orfeo sollevava con il canto il tedio della navigazione, gli altri eroi, che sono chiamati dal popolo Argonauti, agitavano i remi.

Solo Ercole ritardava un poco il corso, o perché opprimeva la nave con il peso del corpo, o perché voleva riempire di cibo il suo ventre. Questo, bevuta tutta l'acqua conservata in nel ventre, mandò il giovane Ila a cercarla alla vicina fonte limpida.

Non ritornando Ila, caduto nella fonte, Ercole uscì dalla nave per cercarlo, così liberati gli alleati vennero liberati dal suo peso. Tuttavia la nave, superato il ponto eleusino, toccò la colchide, dove Giasone, strappò il vello d'oro, con l'aiuto di Medea, figlia del re Eete, che dopo, per evitare l'ira del padre, fuggì con Giasone in Tessaglia.

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