Giuramento di L. Giunio Bruto

Lucretia, proba et casta matrona Romana, se occidebat ob Sexti Tarquini iniuriam.

Lucrezia, matrona Romana onesta e casta, si uccideva a causa della violenza di Sesto Tarquinio.

Bruto visitava la defunta Lucrezia, moglie di Collatino, suo amico, e si doleva per l’afflizione. Estraeva il pugnale e lo teneva davanti a sé. Infuriato, giurava in questa maniera: Giuro, in nome di questa casta matrona, morta senza colpa a causa della violenza di Sesto Tarquinio: o dèi, siate testimoni!

Caccerò L. Tarquinio il Superbo e ucciderò con la spada la sua famiglia. A Roma non ci sarà mai più alcun tiranno! Poi, consegnava il pugnale agli amici: gli amici si meravigliavano per le straordinarie parole di Bruto, e giuravano: O Bruto, obbediremo alle tue parole;

porteremo il corpo di Lucrezia nel Foro; metteremo in moto il popolo per via della violenza del figlio di Tarquinio. Metteremo in fuga il tiranno, e Roma sarà libera!

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