Gli ambasciatori Allobrogi e i congiurati

Allobroges diu in incerto fuerunt: alii suadebant fidem Catilinae et celare populum Romanum de consiliis coniuratorum,... falsa coniuratis promittite et date operam, ut eos quam maxume manufestos habeatis».

Gli Allobrogi furono lungo tempo nell'incertezza: alcuni consigliavano la fiducia a Catilina e a nascondere al popolo Romano sui dei piani dei congiurati, altri di riferre ogni cosa ai magistrati Romani.

Da una parte c'era il debito, il desiderio della guerra, la speranza di una grande ricompensa, Catilina con i suoi complici vittoriosi; ma dall'altra parte c'erano grandi armate, ponderati proponimenti, ricompense sicure al posto di un'incerta speranza.

Mentre gli Allobrogi ritenevano queste cose insicure, alla fine vinse la fortuna del nostro stato. Pertanto gli Allobrogi riferirono tutto il fatto a Quinto Fabio Sanga, amico e patrono della loro città . Cicerone, avendo saputo il piano da Sanga, prescrive queste cose agli ambasciatori degli Allobrogi: «Allobrogi, fingete ardentemente il desiderio della congiura, promettete cose false ai congiurati e adoperatevi per averli quanto più aperti». (da Sallustio)

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