Gli appestati di Atene - Versione latino (LATINA LECTIO)

GLI APPESTATI DI ATENE
VERSIONE DI LATINO
Traduzione dal ibro LATINA LECTIO n 187 pg 294

Vis mortiferi morbi quondam in finibus atticae funestus reddidit agros, vias vastavit, incubuit omni populo athenarum.

La forza del morbo mortale una volta generò nei confini dell'Attica campi contaminati da cadaveri, devastò le strade, si precipitò su tutto il popolo di Atene.

Quindi i cittadini erano esposti numerosi alla malattia e alla morte. All'inzio la testa veniva trattata col calore dell'incenso e gli occhi rossi con la luce soffusa. Le bocche trasudavano internamente nell'atrio sangue, e la via della voce, chiusa da un'ulcera, si stringeva e la lingua sgorgava sangue, indebolita dal morbo, un movimento grave, ruvido al tatto.

Quindi, dove il petto era riempito dalla forza del morbo attraverso le bocche e il cuore in quello stesso era confluito, allora lavavano tutte le gabbie della vita.

Lo spirito esalava dalla bocca un odore tetro e nello stesso modo in cui puzzano i cadaveri rancidi. E proprio le forze di tutti gli animi e da tutto il corpo si indebolivano già nell'ingresso della morte. Erano già dati molti segni della morte imminente, la mente turbata, il sudore mandido sul collo, dalla bocca tosse roca, occhi scavati, le narici compresse

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