I filosofi hanno opinioni diverse sulla provvidenza divina

Sunt philosophi qui nullam deos habere rerum humanarum procurationem censeant.

Vi sono filosofi che ritengono che gli dèi non abbiano alcuna cura delle vicende umane.

Se poi gli dèi non possono né vogliono giovarci, non avvertirebbero nulla di ciò che facciamo, ricorriamo inutilmente ai culti, agli onori e alle preghiere verso gli dèi immortali. Vi sono invece altri filosofi che pensano che tutto il mondo sia regolato ed amministrato dalla mente e dal raziocinio degli dèi; e che provvedano in verità non solo a ciò, ma anche alla vita degli uomini;

infatti asseriscono che sia i frutti che tutte le restanti cose che genera la terra, e le tempeste ed il clima - per cui tutte le cose che la terra produce, giungono alla maturità - siano generati dagli dèi immortali e distribuito al genere umano.

Non c'è nulla in merito a questa concezione a tal punto che dissentono non solo gli ignoranti, ma anche i dotti. In base a tale asserzione possiamo placare i benevoli riprensori e confutare i censori invidiosi, a tal punto che i censori si pentano di riprendere, i riprensori gioiscano nell'apprendere: bisogna insegnare a coloro che ammoniscono amichevolmente, respingere, coloro che incalzano ostilmente.
(By Maria D. )

Versione tratta da Cicerone

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