Il vitello e il bue

Vitulus pulcher, cui dominus iugum numquam imposuerat, bovem arva scindentem vidit.

Un bel vitello, al quale il padrone non aveva imposto il giogo, vide un bue che stava scindendo i terreni arativi.

Il vitello disse "perchè sopporti le catene? Lascia il giogo e affidati all'ozio vieni con me: potremo correre qua e là sui ridenti prati e riposare all'ombra fresca dei boschi." Ma il bue trascurando le parole del vitello e senza alcuna ira con il vomero rivoltava i terreni arativi fino a sera.

Allora deponeva l'aratro e spossato si adagiava morbidamente su un giaciglio erboso. Dopo poco tempo vide il vitello in catene presso l'altare sacro e accanto all'animale un sacerdote che teneva il coltello. Allora il bue disse: "in verità l'indulgenza del padrone che ti rese non partecipe del nostro giogo fu triste, ma ti destinò all'altare del sacrificio.

Dunque giova tollerare i lavori pesanti piuttosto che gioire nell'ozio che conduce poi alla rovina." Simile è la sorte degli uomini: coloro che sono felici spesso sono presi da una morte inaspettata.
(By Maria D. )

Versione tratta da Aviano

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