L'apologo del topo di campagna e del topo di città

Olim rusticus mus in suum pauperem cavum urbanorum murem invitaverat et hospiti multa agrestia cibaria diligenter praebuerat.

Una volta un topo di campagna aveva invitato nel suo misero buco un topo di città ed aveva offerto cortesemente all'ospite molte pietanze selvatiche.

Ma il topo di città prima di quel momento aveva gustato i raffinati cibi dei ricchi ed ora toccava appena con il dente delicato i cibi frugali e semplici. Alla fine il topo di città disse: "io abito in città accanto agli uomini;

se verrai in città con me, vivrai felice!" Il topo di campagna balzò velocemente dal buco e si diresse con il compagno in città. A notte fonda i topi posero le orme sulla ricca dimora. Tuttavia, dopo che il topo di campagna, felice del nuovo destino, aveva degustato con sommo piacere gl'inconsueti e delicati alimenti, udì lo stridore improvviso delle ingenti imposte: i cani abbaiarono minacciosamente ed il fragore riempì le stanze fino ai soffitti.

Allora il topo di campagna disse: "preferisco ritornare nel mio buco, senza insidia felice e soddisfatto dei semplici legumi. (by Maria D.)

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