La secessione della plebe sul Monte Sacro

Timor incessit patres ne, si dimissus exercitus foret

Il timore colse i senatori che, se l'esercito fosse stato mandato di qua e di là, sarebbero di nuovo avvenute le adunanze nascoste e le congiure.

Pertanto, anche se si fosse avuto tramite il dittatore l'arruolamento delle truppe, tuttavia, credendo che i soldati si sarebbero mantenuti nel giuramento militare, rinnovati dagli equi per mezzo della causa della guerra ordinarono che le legioni fossero condotte fuori dalla città. Fatto ciò si accelerò la sedizione. E si dice che inizialmente fu agitato dalla strage dei consoli, tanto che furono sciolti dal giuramento; poi quando furono informati che nessun vincolo sacro fosse esente dalla scelleratezza, secondo un certo autore Sicinio, che senza l'ordine dei consoli si ritirarono sul Monte Sacro, che si trova al di là del Fiume Aniene, a tre miglia dalla città.

Lì senza alcun condottiero, fortificato l'accampamento con un vallo e un fossato, non prendendo alcuna cosa se non necessaria per il vitto, si tennero tranquilli per alcuni giorni né provocati e né provocando.

Vi fu un'ingente paura in città, e tutte le cose erano sospese nella paura reciproca. La plebe temeva la violenza dei senatori; i patrizi temevano la plebe rimasta in città: si chiedevano fra se e sé quanto a lungo la tranquilla moltitudine, che si era allontanata, avrebbe avuto intenzione di stare.
(By Maria D.)

Versione tratta da Livio

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