L'affetto di Manlio per il padre - VERSIONE latino LITTERA LITTERAE

L'affetto di Manlio per il padre
Autore: sconosciuto
Littera Litterae, Pagina 250 n. 6

Titus Manlius propter ingenii et linguae tarditatem a patre rus inter pecora relegatus erat.

Pomponius, tribunus plebis, Titi Manlii patri diem dixerat. Rem Manlius filius audivit et id consilium cepit, pietate laudabile: olim ad Pomponium se contulit cultro armatus. In cubiculum eius introductus, apud lectum Pomponii stans, ita cultro ei minatus est: ''Pugio non deponetur, nisi ab accusatione patris mei destiteris!'' Pomponius, qui ante oculos iuvenis ultrum habebat, promisit: ''Si cultrum deposueris, patrem tuum non accusabo''. Itaque Manlius cultrum deposuit ed Pomponius tribunus ab omni accusatione destitit.

Res adulescenti magno honori fuit: ideoque tribunus militum creatus est.
Tito Manlio a causa dell'ingenuità e della modesta intelligenza, era stato rilegato in campagna tra il bestiame. Pomponio, tribuno della plebe, aveva detto del padre di Tito Manlio. Il figlio Manlio odì questa cosa e prese tale decisione, con lodevole devozione: si recò da Pomponio armato di coltello.

Fu introdotto nella sua camera, stando presso il letto di Pomponio, dunque lo minacciò con il coltello: ''Non deporrò il pugnale, se non ritirerai l'accusa verso mio padre!''. Pomponio, che aveva l'arma del giovane sotto gli occhi, promise: ''Se deporrai il coltello, non accuserò tuo padre''. Pertanto Manlio depose il pugnale e il tribuno Pomponio desistette da ogni accusa. Per il giovane la cosa fu di grande onore: e perciò fu nominato tribuno militare.

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