L'astuzia dell'agnello - VERSIONE latino e traduzione COTIDIE

L'astuzia dell'agnello
Autore: sconosciuto
pag. 204 es. 230 cotidie legere
inizio: Olim lupus agnum solum in prato conspexit...
fine: ...ut potentiorum vim effugere possint.

Una volta un lupo scorse in un prato un agnello che si era allontanato dal gregge, e subito si avvicinò per mangiare facilmente quella preda.

L'agnello invece disse: "So che tu sei più forte di me e che in nessun modo posso evitare la sorte, ma non mi negare un ultimo piacere, ti chiedo di suonarmi qualcosa con il flauto, in modo che (consecutiva) io possa fare l'ultimo movimento e perdere la vita con un animo più allegro.

Il lupo credette a siffatte parole e suonò il flauto perché l'agnello si muovesse. Ma poiché il pastore aveva udito in lontanza il suono del flauto, arrivò con i cani, che misero in fuga il lupo e strapparono da una morte sicura l'agnello. Allora il lupo, mentre scappava verso il bosco disse: "Quanto mi ha arrecato danno la mia stupidità. Io infatti, che sono furbo e scaltro, non dovevo suonare il flauto come un musicista. La favola insegna che l'astuzia non ha mai arrecato danni ai deboli per sfuggire la forza dei più potenti.

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