Le donne di Roma non possono bere vino

Invenimus, inter exempla, Egnatii Mecenii uxorem, quod vinum biberat e dolio, ...

Ritroviamo, tra gli esempi, che la moglie di Egnazio Mecennio, era stata uccisa dal marito, perché aveva bevuto vino dalla botte, e lui fu assolto da Romolo del delitto.

Fabio Pittore nei suoi annali scrisse che una matrona, dato che aveva aperto le cassette, nelle quali c'erano le chiavi della cantina, fu costretta dai suoi a morire di fame. Catone narrò che i fratelli davano alle sorelle e i mariti alle mogli un bacio per sapere se odorassero di vino (questa cosa a quel tempo era chiamata vino donde anche l'ubriachezza è definita ebrietà"). Il giudice Cn. Domizio riferì ad alta voce di aver visto la moglie aver bevuto più vino di quanto andasse bene per la salute, senza che il marito ne fosse consapevole, (all'insaputa del marito), e perciò la multò di pecunia (di denaro).

Lo stesso Catone, navigando in Spagna, da dove fece ritorno con un trionfo disse di aver bevuto più vino dei rematori.
(By Maria D. )

Versione tratta da Plinio il Vecchio

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