Le prime leggi scritte di Roma

Sequente anno, T. Romilio C. Veturio consulibus, tribuni omnibus

Nell'anno seguente, sotto i consoli T. Romilio e C. Veturio, i tribuni fanno conoscere in tutte le loro adunanze le leggi della plebe.

Essendosi accordati su tali leggi e su chi avrebbe proposto la legge essendo tanto in disaccordo, furono inviati tre legati ad Atene e si ordinò di trascrivere le famose leggi di Solone e i costumi istituiti delle altre città della Grecia e di cominciare a conoscere i diritti. Nell'anno 301 dopo che era stata fondata Roma, la forma della città cambiò di nuovo, dal potere dei consoli ai decemviri.

Furono eletti come decemviri Ap. Claudio, T. Genucio, P. Sestio, L. Veturio, C. Giulio, A. Manlio, P. Sulpicio, P. Curiazio, T. Romilio, Sp. Postumio. Inoltre furono scelti tre legati i quali erano andati ad Atene, per aiutare i decemviri in merito all'ispezione delle leggi straniere per istituire nuovi diritti. Ed essendoci un'enorme attesa di uomini, fatte conoscere le leggi delle dieci tavolette, fu convocato il popolo all'assemblea e si ordinò di leggere le leggi proposte.

Dato che sembravano abbastanza corrette, le leggi delle dieci tavole vennero presentate nei comizi centuriati, che è ancora oggi fonte di ogni diritto pubblico e privato.
(By Maria D. )

Versione tratta da Livio

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