Resistenza degli abitanti di Casilino - Annibale assedia Casilino

Claudius Marcellus praetor Hannibalem vinci posse primus docuit.

Il pretore Claudio Marcello informò per primo che Annibale poteva essere sconfitto.

Annibale infatti essendosi avvicinato a Nola sperando che si sarebbe impadronito della città con il tradimento, Marcello, istruito l'esercito schierato a battaglia dinanzi alla porta della città, si scontrò con costui e disperse i Cartaginesi. Annibale respinto condusse il proprio esercito a Casilino, una piccola città della Campania. In essa c'era un piccolo presidio e tuttavia la penuria di frumento faceva in modo che si ritenesse che vi fosse un numero eccessivo di cittadini.

Annibale inizialmente per aprire le porte iniziò ad invitare i cittadini con parole benevole: Poi, dato che quelli rimanevano saldi nella fiducia Romana, si accinse ad abbattere le porte e a spezzare le serrature.

Ma nello stesso tempo dalla città due coorti istruite all'interno si lanciarono fuori con ingente tumulto, e compirono una strage dei Cartaginesi. Allora Annibale rinunciò da subito e, abbandonato il presidio nei pressi di Casilino, affinché non sembrasse che le cose fossero state omesse, egli stesso si ritirò nei quartieri invernali a Capua, e tenne l'esercito nelle abitazioni per la maggior parte dell'inverno. (by Maria D.)

Versione tratta da Lhomond

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