Una goccia di olio bollente

Ante lectuli pedes iacebat arcus et pharetra et sagittae,

Davanti ai piedi del letto giacevano l'arco, la faretra e le frecce, le benigne armi di Amore.

Mentre la curiosa Psiche, con animo insaziabile, esplorava e maneggiava queste cose, estrasse una freccia dalla faretra e con la punta più estrema toccò il dito, affinché dall'estremità della punta trasudassero piccole gocce di sangue rosato sulla pelle. Così, ignara, Psiche cadde involontariamente nell'amore di Amore. Allora, sempre più accesa dalla cupidigia, baciava Amore addormentato.

Ma quella lampada, che fosse per malvagità suprema o per invidia dannosa o per qualche altra ragione, bramava anch'essa toccare il corpo e ributtò una goccia di olio fervente dalla cima della sua luce sulla spalla destra del dio. Oh, ardita e temeraria lampada, vile strumento dell'amore! Hai scottato il dio stesso di tutto il fuoco, quando certo un amante ti ha scoperta per primo, in modo che potesse godere dell'amore per un periodo più lungo, persino durante la notte.

Così, ustionato, il dio fuggì: tradita la sua fiducia, sfuggì dal bacio e dalle mani della sua infelice consorte, in silenzio.
(By Starinthesky)

Versione tratta da Apuleio

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