Abbandonare Roma sarebbe un sacrilegio (Versione Livio)

Abbandonare Roma sarebbe un sacrilegio
Autore: Livio
Lingua Latina n. 7 pag. 82

Agitantibus tribunis plebem, ut, relictis ruinis a Gallis productis, in ubem paratam Veios trasmigrarent, ita Camillus verba fecit: " Patriae deesse, quoad vita suppetat, aliis turpe, Camillo etiam nefas est.

Cur enim repentiimus, cur obsessam ex hostium manibus eripuimus, si recuperatam ipsi deserimus? Tam evidens numen hac tempestate rebus adfuit Romanis, ut omnem neglegentiam divini cultus exemptam hominibus putem. Victi captique a Gallis tantum poenarum dis hominibusque dedimus, ut terrarum obi documento essemus. Adversae deinde res admonuerunt religionum. Confugimus in capitolium ad deo, ad sedem Iovis Optimi Maximi; deorum cultum non intermisimus. Reddoderunt igitur patriam et victoriam et antiquum belli decus amissum. Urbem auspicato inauguratoque condidam habemus: nullus locus in ea non deorum est plenus: hos omnes deos.

Quirites, deserturi estis?"
Camillo parlò così ai tribuni che incitavano la plebe a trasferirsi, abbandonate le rovine causate dai Galli, nella città allestita di Veio: "Abbandonare la patria, fin quando dura la vita, è vergognoso per gli altri, per Camillo è anche un sacrilegio. Infatti perché abbiamo ripreso di nuovo (Veio), perché l’abbiamo strappata, occupata, dalle mani dei nemici se proprio noi l'abbandoniamo dopo averla ripresa? Tanto evidente potenza divina in questa difficile circostanza ha assistito la situazione romana, che io ritengo che ogni negligenza del culto divino sia stata perdonata agli uomini.

Vinti e fatti prigionieri dai Galli, abbiamo pagato uno scotto così grande agli dei e agli uomini da essere di testimonianza al mondo intero. Le avversità quindi hanno fatto ricordare il sentimento religioso. Ci siamo rifugiati sul Campidoglio presso gli dei, al tempio di Giove Ottimo Massimo; non abbiamo interrotto il culto degli dei. Hanno restituito pertanto la patria, la vittoria e l'antica dignità bellica perduta. Abbiamo una città fondata sotto i migliori auspici; ogni parte di essa è piena di dei; avete intenzione, o Quiriti, di abbandonare tutti questi dei?"

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