Bellvm pvnicvm secvndo MARCELLO ET SCIPIO

Livio Lingua latina per se illustrata
Cn. et P. Scipiones in Hispania Hasdrubalem vicerunt et Hispaniam suam fecerunt. Tib. Sempronius Gracchus cos. Campanos cecidit. ...

Gneo e Paolo Scipione vinsero in Spagna Asdrubale e fecero loro (presero) la Spagna.

Il console Tiberio Sempronio Gracco sbaragliò i Campani. Il pretore Claudio Marcello sbaragliò e vinse in combattimento l'esercito di Annibale presso Nola, e per primo offrì ai Romani, prostrati da tante sconfitte, una speranza migliore della guerra. Tra Filippo, re di Macedonia, e Annibale fu sancita un'alleanza. L'esercito di Annibale si adagiò tal punto nella mollezza durante lo svernare da essere indebolito nelle forze del corpo e dell'animo. Il proconsole Tiberio Sempronio Gracco combatté con buon esito contro i Cartaginesi presso Benevento, soprattutto grazie all'aiuto dei servi, che ordinò fossero liberi. Il console Claudio Marcello in Sicilia, che era passata quasi interamente ai Cartaginesi, assedia Siracusa. Fu dichiarata guerra a Filippo, re dei Macedoni, il quale, attaccato con una guerra notturna presso Apollonia e messo in fuga, si rifugiò in Macedonia con l'esercito quasi inerme. ] P. Cornelio Scipione, in seguito Africano, fu nominato edile prima dia verne l'età. Capua fu assediata dai consoli Quinto Fulvio e Appio Claudio. Marcello espugnò Siracusa nel terzo anno e si comportò da grand'uomo. In quel tumulto della città presa Archimede, intento alle figure che aveva tracciato nella polvere, fu ucciso. Paolo e Gneo Pompeo riportarono un esito infelice delle tante imprese compiute in Spagna, sbaragliati con tutti gli eserciti nell'ottavo anno da che vi andarono. Annibale pose l'accampamento sopra l'Aniene alla terza pietra miliare dalla città di Roma. Egli stesso cavalcò con duemila cavalieri fino alla stessa porta Capena, per osservare la posizione della città. Capua fu conquistata dai proconsoli Quinto Fulvio e Appio Claudio. I più nobili dei Campani si uccisero con il veleno. Essendo stato il senato dei Campani legato al palo per essere decapitato, il proconsole Quinto Fulvio ripose in seno, prima di leggerle, la lettera inviata dal senato, con cui si ordinava di perdonare e ordinò che si agisse secondo la legge e consumò il supplizio.

Mentre nei comizi presso il popolo era chiesto a chi venisse affidato il comando delle Spagne?' e poiché nessuno voleva prenderlo, P. Scipione, figlio di quel P. che era caduto in Spagna, dichiarò che 'ci sarebbe andato', e, mandato per suffragio del popolo e con il consenso di tutti, conquistò Cartagine Nuova, avendo ventiquattro anni I consoli M. Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino, usciti dall'accampamento per esplorare, furono sopraffatti da Annibale con un'imboscata; Marcello fu ucciso, Crispino fuggì. In Spagna Scipione combatté con Asdrubale a Becula e vinse. Asdrubale, che aveva valicato le Alpi con un nuovo esercito, per unirsi ad Annibale, fu massacrato con cinquantaseimila uomini, sotto la guida del console Marco Livio, ma non con minor opera del console Claudio Nerone, il quale, essendosi contrapposto ad Annibale, abbandonato l'accampamento così da ingannare il nemico, partito con un manipolo scelto, aveva circondato Asdrubale P.

Scipione in Spagna terminò la guerra con i Cartaginesi nel quattordicesimo anno di quella guerra; e, andato da Terragona in Africa, da Siface, re dei Massili, stipulò un'alleanza con lui. E, fatta amicizia con Massinissa re dei Numidi (che prometteva loro aiuto 'se fosse passato in Africa'), tornò a Roma e fu eletto console. [Dal sommario del libro XXIX: ] Scipione passò in Africa. Siface, presa in matrimonio la figlia di Asdrubale, Gisgone, rinunciò all'amicizia che aveva fatto con Scipione. Scipione all'arrivo di Asdrubale e di Siface, che erano giunti con quasi centomila soldati, costretto a rinunciare all'assedio di Litica, rinforzò i quartieri invernali. Dai censori fu terminato un lustro: furono censiti duecentoquattrodicimila cittadini Scipione in Africa, con l'aiuto di Massinissa, sconfisse in più combattimenti i Cartaginesi e Siface, re della Numidia, e Asdrubale; espugnò due accampamenti dei nemici, nei quali furono uccisi quarantamila uomini con il ferro e con il fuoco. Catturò Siface per mezzo di C. Lelio e Massinissa. Massinissa si innamorò subito di Sofonisba, moglie di Siface, figlia di Asdrubale, fatta prigioniera, e, celebrate le nozze, la ebbe in moglie; rimproverato da le mandò del veleno ed essa, dopo averlo preso, morì. Per le molte vittorie di Scipione avvenne che i Cartaginesi, ridotti alla disperazione, richiamassero Annibale. Magone, ferito in quella guerra che aveva combattuto con i Romani in territorio Insubre, mentre tornava in Africa, richiamato tramite luogotenenti, morì a causa della ferita.

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