Camillo esorta alla battaglia i soldati sfiduciati

Camillus pugnam parabat copiasque instruebat sed ...... sed romani tandem hostes fugaverunt

Si apprestava Camillo a combattere e allineava le truppe, ma i centurioni inaspettatamente annunciarono: "L'animo dei soldati è pervaso dal turbamento, le armi sono state impugnate con indolenza, i legionari sono usciti dall'accampamento con grande paura, poiché si sono diffuse attraverso i ranghi della legione notizie sul grande numero dei nemici". Allora Camillo balzò in sella al cavallo e davanti alle insegne rammentò alle truppe l'antico valore: "Non dovete arrendervi allo sconforto e all'insicurezza! Da sempre il nemico è accrescimento del vostro valore e della vostra gloria.

Voi avete sempre superato i nemici per la vostra prodezza: con grande gloria siete stati guidati da me contro i nemici e recentemente avete riportato il trionfo di una triplice vittoria dai Volsci, dagli Equi e dall'Etruria. Non riconoscete quale comandante Camillo, visto che non da dittatore, ma da tribuno, ha dato il segnale del combattimento?". Poi diede il segnale di battaglia, saltò giù dal cavallo, afferrò un portabandiera e lo portò con sé di fronte ai nemici.

I soldati, dato che Camillo, ormai indebolito dalla vecchiaia, offrì un esempio tanto splendido di virtù, lo esaltarono con alte grida e si avventarono con il loro condottiero contro i nemici: si combatté a lungo con accanimento, ma i Romani alla fine misero in fuga i nemici.

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