CINCINNATO - versione latino Livio

Inter Romanorum duces paupertate contentos excellit Cincinnatus ille, Aequorum victor.

In monte Algido exercitum Romanum cum ipso consule Aequi obsidione clauserant. Hac re senatores decreverant dictatorem facere: nam rem perculsam restituere necesse erat. Hi L. Quinctium Cincinnatum, consensu omnium, elegerunt. Quinctius agrum quattuor iugerum suis manibus colebat. Legati senatus eum operi agresti intentum invenerunt eique patrum mandata nuntiaverunt.

Tum vir sudorem deterget, togam induit, Romamque cum legatis pervenit, ubi cives confirmat et iuvenum copias conquirit. Postero die ad montem Algidum maxima celeritate pervenit. Hic, circum montem equitans, hostium castrorum formam explorat remque parat: interea eius milites in suis ordinibus signum pugnae exspectant.

Quod paulo post dictator dat, statimque copiae in hostium vallum inruunt, suos liberant Aequosque fundunt. Victoriae gloriam Quinctius clementia amplificavit: nam, praeter duces, omnes hostes incolumes dimisit. Ipse, post triumphum, ad suum praedium remeavit

Tra i comandanti dei Romani soddisfatti della propria povertà eccelse il famoso Cincinnato, vincitore sugli Equi. Sul monte Algido gli Equi avevano stretto d’assedio l’esercito Romano con lo stesso console. Per questo motivo i senatori avevano deciso di eleggerlo dittatore: infatti era necessario ricostruire ciò che era stato distrutto. Questi elessero all’unanimità Lucio Quinto Cincinnato. Quinto coltivava con le sue mani un campo di quattro iugeri. Gli incaricati del senato lo trovarono intento al lavoro agreste e gli riferirono gli ordini dei senatori.

Allora quell’uomo valoroso asciuga il sudore, indossa la toga, giunge a Roma con gli incaricati, dove rassicura i cittadini e arruola truppe di giovani. Il giorno dopo arrivò al monte Algido con grandissima velocità. Qui, cavalcando intorno al monte, esaminò la conformazione dell’accampamento dei nemici e preparò il piano d’attacco: nel frattempo i suoi militari aspettano nei loro ranghi il comando per la battaglia.

Poco dopo il dittatore lo dà e subito le truppe irrompono nel vallo nemico, liberano i propri soldati e mettono in fuga gli Equi. Quinto accrebbe con umanità la gloria della vittoria: infatti, oltre i comandanti, lasciò andare incolumi tutti i nemici. Addirittura, dopo il trionfo, tornò al suo podere.

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